Arese firma con Particom Uno e David Lloyd la convenzione per il Polo sportivo privato e delibera il permesso di costruire

In consiglio comunale le opposizioni recriminano sulla mancanza di un vincolo forte come la sottoscrizione  di un Atto unilaterale d’obbligo che blocchi futuri ampliamenti

ARESE – Martedì 16 dicembre 2025 il sindaco Luca Nuvoli ha comunicato in consiglio comunale l’approvazione in giunta del permesso di costruzione assieme alla convenzione sottoscritta con Particom Uno e David Lloyd  del polo sportivo privato David lloyd.

In Segreteria tecnica (il tavolo fra gli enti interessati e l’operatore che si riunisce periodicamente in Regione Lombardia, ndr) – ha detto – sono stati recepiti all’interno del convenzionamento impegni tra l’amministrazione comunale di Arese e il privato e recepiti anche da Lainate e Garbagnate Milanese. In particolare, all’interno della convenzione sono state definite le dimensioni, il numero e le caratteristiche delle strutture che saranno presenti all’interno del David Lloyd soprattutto  particolare riferimento all’attività tennistica e del nuoto. Sono stati formalizzati gli impegni rispetto ai soggetti a cui saranno rivolte le attività con particolare riferimento agli under 14, quindi attività rivolte soltanto agli abbonati. Terzo punto, è la costituzione di un tavolo tra la proprietà e i comuni con il coinvolgimento degli operatori che gestiscono strutture pubbliche. L’idea è quella di rafforzare il dialogo poi tra le amministrazioni comunali e la proprietà sul tema dello sport. Ci tengo anche a sottolineare che l’adp è un contratto tra le parti che è stato votato da tutte le forze politiche di maggioranza e in buona parte da quelle di opposizione che all’epoca definirono le destinazioni d’uso e le cubature. Sono un diritto che è stato maturato in capo all’operatore che sta sviluppando le trasformazioni dell’aria. Lo ricordo, perché non siamo in una fase di discussione, ma  in una fase attuativa per cui se c’erano delle contrarietà rispetto alle destinazioni e alle attività, bisognava fare scelte a suo tempo”.

Alla comunicazione del sindaco, ha fatto subito seguito un intervento della consigliera Roberta Tellini delle liste civiche recriminando sul fatto che per mesi alle richieste dell’opposizione, il sindaco aveva garantito che si sarebbero formalizzate le condizioni che gli operatori sportivi ritenevano necessarie al fine di non danneggiare il tessuto associativo sportivo del territorio. Ossia, in concreto, un atto unilaterale  d’obbligo in cui definire spazi da utilizzare e attività.

“Quindi – ha terminato – la mia domanda è: il sindaco intende o no chiedere all’operatore di definire le strutture sportive che andrà a realizzare e se intende chiedere garanzia del fatto che non ne sorgeranno altre nell’area oggetto dell’intervento. L’Adp è Arese, Lainate, Garbagnate. Avete tirato dentro Rho  per la giacchetta. Garantiamoci che non  arrivino 200 piscine e 40 campi da tennis”.

Domanda simile quella di Massimo Cormanni di Fdi, anche se meno tranchant: “Ringraziando la giunta per  aver fatto proprie le nostre preoccupazioni dando corso a un confronto  che vincolo ha l’operatore nel rispettare gli impegni presi?”.

Eleonora Gonnella del Pd ha però ricordato a tutti che, non più tardi di novembre, era giunta in consiglio comunale una lettera del gestore del centro sportivo di Arese e una risposta di Particom Uno che parlavano di un accordo preso circa il contenimento di campi da tennis e piscine nel David Lloyd scaturito da un tavolo di confronto e che l’adp è sovra comunale per cui le decisioni non solo del sindaco di Arese, ma anche di quelli di Lainate e Garbagnate che, peraltro, sul polo sportivo privato nell’ex Alfa Romeo non “hanno mostrato la stessa preoccupazione di Arese”.

“La formalizzazione degli impegni –ha risposto a tutti Nuvoli – è stata fatta con la convenzione che dovrebbe essere solo di carattere urbanistico, mentre noi siamo riusciti a inserire degli impegni che riguardano la gestione, la costituzione del tavolo e il richiamo agli  impegni presi all’interno della segreteria Tecnica. La convenzione è uno strumento forte che nel caso di inadempienza permette di andare a giudizio.

Gli strumenti potevano essere molteplici. L’atto unilaterale d’obbligo poteva essere uno di quelli, ma per sua definizione è un impegno discrezionale a seconda della scelta di un soggetto e non è né più né meno forte rispetto a una convenzione che vede anche le amministrazioni comunali, il soggetto sviluppatore dell’area e il futuro proprietario poi dell’area, ovvero David Lloyd, impegnarsi rispetto a questi temi. Quindi dal mio punto di vista è uno strumento forte”.

Ombretta T. Rinieri

Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 24 dicembre 2025 a pag. 58

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