IL CASO – I gestori degli impianti locali hanno scritto preoccupati al sindaco. Il Consiglio approva la mozione – Mozione all’unanimità per verificare la compatibilità con i centri sportivi del territori – Interessata Regione Lombardia
ARESE – Formalizzato in Comune il progetto di un centro sportivo privato della catena David Lloyd Clubs da realizzarsi tra il Topgolf e il Leroy Merlin, in un’area a cavallo tra Arese e Rho, amministrazione quest’ultima che detiene una porzione del proprio territorio su cui una volta sorgeva l’Alfa Romeo ma, che essendo fuori dall’accordo di programma per la rigenerazione dell’area, può decidere in autonomia.david
Tra Rho e Arese la David Lloyd vorrebbe impiantare quattro campi di padle. Invece all‘interno della porzione di Arese, sarebbe prevista una piscina di 20 metri e una di 25 metri all’aperto. L’attività agonistica verrebbe esclusa, mentre sarebbero previsti dei corsi di nuoto rivolti ai bambini piccoli. All‘interno ci sarebbero delle altre attività quali ristoranti, sale relax, sale multiuso eccetera.
Inutile dire che la notizia del potenziale arrivo nell’area di un centro sportivo privato come il David Lloyd Clubs ha rovinato l’estate dei gestori degli impianti sportivi dei comuni del territorio, che hanno messo nero su bianco le proprie preoccupazioni scrivendo ai sindaci di Arese, Garbagnate Milanese e Lainate, i comuni facenti parte dell’adp ex Alfa Romeo.
Martedì 30 settembre la questione ha impegnato il consiglio comunale dalle comunicazioni del sindaco fino all’approvazione a notte fonda di una mozione condivisa tra le forze di maggioranza e minoranza che impegna sindaco e giunta di Arese a chiedere la convocazione in Regione Lombardia dei tavoli di Segreteria Tecnica e Collegio di Vigilanza. Nel mezzo, un impegnativo dibattito in aula fra le forze politiche.
Nell’ufficializzare la notizia, il sindaco Luca Nuvoli ha reso noto di aver ricordato all’operatore il contenuto dell’articolo 2.9 dell’atto unilaterale d’obbligo dell’adp che impegnerebbe “le proponenti a definire in collaborazione e in sinergia con le amministrazioni comunali lo sviluppo di impianti sportivi che potenzino e amplino l’offerta di tali servizi al territorio, in modo concordato, armonico e funzionale al sistema già esistente nei territori”.
“Il sottoscritto – ha detto Nuvoli – è stato l’unico ed è tutt’ora l’unico sindaco che si sta occupando del tema. Neanche i sindaci vicini all’area politica che in questo comune sono all’opposizione se ne stanno occupando. Dico questo non per polemizzare, ma perché se è vero che un problema esiste, se è vero che il progetto ha un impatto su tutti gli impianti della zona, mi domando come la questione si stia scaricando solo sul Comune di Arese. Dico questo perché gli impegni sono stati condivisi da tutti. Arese, gli altri comuni, Regione Lombardia e Città Metropolitana, ognuno per il suo pezzo. E, mi viene da dire, che in questo consiglio comunale tutte le forze politiche, tranne 5 Stelle e Fratelli d’Italia che non erano presenti, hanno sottoscritto gli impegni dell’adp per cui in un qualche modo siamo tutti un po’ corresponsabili”.
Stando a quanto comunicato da Nuvoli, a detta dell’operatore il Family Club ha costi d’iscrizione importanti per cui la sua missione non è quella dei centri sportivi comunali e non è volta a soddisfare un’utenza locale: “Il comune di Rho non ha rilasciato permessi di costruire, quindi non ci sono azioni in autotutela che possono essere esperite, però ricordo che i permessi non sono soggetti a discrezionalità politica, ma vengono rilasciati a valle di un’istruttoria tecnica che verifica la coerenza tra il progetto, le volumetrie, le destinazioni d’uso e quanto previsto dall’accordo di programma, sapendo però che l’adp è di fatto un contratto dove un privato vanta dei diritti e dove ci sono delle obbligazioni”.
“Noi abbiamo uno strumento forte – ha continuato Nuvoli – che permette agli uffici di non rilasciare il permesso di costruire. Inoltre per avere un parere credo ci possa aiutare Regione Lombardia a cui chiederemo di convocare una Segreteria Tecnica e, se serve, un Collegio di Vigilanza. E siccome ho sentito parlare di danno erariale (nel testo iniziale della mozione proposta dall’opposizione, ndr) su questa questione credo sia importante anche un parere legale perché se da un lato dobbiamo tutelare lo sport locale dall’altro dobbiamo tutelare l’ente da ricorsi da parte di operatori privati, laddove ci avventurassimo in strade che impedissero loro, senza un reale fondamento, l’esercizio di un loro diritto. Fin da subito abbiamo dato vita ad un tavolo concertativo tra la società maggiormente rappresentativa e l’operatore al fine di trovare soluzioni equilibrate nel rispetto dei legittimi interessi, in primis di Arese e dei soggetti che vantano diritti”.
Ombretta T. Rinieri
Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 3 ottobre 2025 a pag. 57
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