Manca un’analisi tra i costi di gestione della raccolta rifiuti degli attuali gestori (che verrebbero razionalizzati) e quelli della futura realtà aggregativa su area vasta territoriale ‘Nuova Ala‘ e la comparazione tra la gestione in house e l’eventuale esternalizzazione sul mercato attraverso gara
MILANO – Nell’adunanza del 3 luglio scorso, la Sezione di controllo della Corte dei Conti di Lombardia ha emesso parere sfavorevole alla vendita da parte di Amga Legnano spa a Cap Holding di una quota del 20 per cento del capitale sociale di Ala (Aemme Linea Ambiente srl) per 3.488.600 euro.
Com’è noto, stando a quanto spiegato nei consigli comunali dei comuni soci della partecipata pubblica Cap Holding, l’operazione è volta a creare di Ala un gestore integrato in house di area vasta per la raccolta rifiuti senza alcun esborso o impegno economico/finanziario da parte dei comuni che autorizzano e approvano l’acquisizione.
“Tuttavia – ha rilevato la Corte dei Conti, esprimendosi sulla richiesta di parere delle delibere consiliari avanzata da cinquantatré comuni – dal 2027, secondo quanto si legge da pagina 75 a pagina 77 del piano industriale «Nuova Ala», la quota di partecipazione di Cap Holding è prevista in crescita al 38 per cento per effetto di nuovi conferimenti, in attuazione di un non allegato, e perciò non altrimenti noto, «Accordo di Investimento» del 4 dicembre 2024 richiamato anche dallo schema di patto parasociale allegato alle deliberazioni consiliari in esame”.
Rilevando che l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti non è contestuale all’acquisizione della partecipazione indiretta in Ala, la Corte sottolinea che però ciò è dichiaratamente preordinata alla razionalizzazione delle gestioni e alla riduzione delle società in house attive nel settore dei rifiuti nell’area metropolitana, con l’implicita ma chiara previsione dell’affidamento del servizio già nel 2026 da parte di diciotto comuni, altri cinque nel 2027, con un «incremento annuo di 20mila abitanti serviti a partire dal 2028 fino a circa 700mila abitanti serviti nel 2035.
A detta dei giudici, nella documentazione dell’operazione Cap Holding-Ala “spicca l’assenza di un quadro economico di confronto rispetto all’ipotesi dell’esternalizzazione, e difetta altresì una valutazione comparativa, anche di sintesi, dei costi del servizio che si prevede di gestire in house rispetto ai costi sostenuti con i gestori attuali, o rispetto ai costi stimati di un ipotetico progetto di servizio da porre a base di gara”, così come stabilito dall’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175.
Ombretta T. Rinieri
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