ARESE – Lunedì 12 maggio il consiglio comunale ha approvato a maggioranza, con l’astensione della minoranza di centrodestra, l’acquisizione da parte della partecipata Cap Holding del 20% di Ala (Aemme linea ambiente), società di capitale pubblico che svolge attività d’igiene urbana in favore degli enti locali secondo il modello dell’in house.
L’acquisizione è fatta da Cap holding nell’ambito dell’economia circolare ed è uno dei passi necessari alla futura sostituzione di Gesem da parte di Cap nella gestione di tutta la filiera dell’igiene urbana. E’ un’operazione che non sta interessando solo Arese ma, su base volontaria, tutti i comuni soci di Gesem.
La Giunta Nuvoli aveva già annunciato nei mesi scorsi la decisione del passaggio del servizio rifiuti a Cap Holding: “Per quanto riguarda la nostra partecipata Gesem – ha detto il sindaco – il bacino è piccolo e il servizio sulla città non è ottimale. Noi puntiamo nell’immediato a migliorarci. L’ entrata in Ala si conforma come un piano industriale per mettere assieme il know how di questa azienda nel settore rifiuti con quello di Cap per poi allargare l’aggregazione. Il passaggio è propedeutico per la vendita e la fusione di Gesem all’interno di Cap Holding e per la razionalizzazione delle partecipate. Cap Holding avrà così al suo interno una società in grado di effettuare il servizio di igiene urbana. L’operazione ha ricevuto il parere favorevole del revisore dei conti con però la raccomandazione di porre attenzione al periodo di tempo di doppia partecipazione nelle partecipate, quando Gesem e Cap Holding saranno impegnate sugli stessi servizi”.
Il piano industriale è stato illustrato da Michele Falcone e da Tommaso Bertani, rispettivamente direttore generale di Cap Holding , e direttore dell’area di sviluppo Ovest (West Development). “Si tratta di una sinergia pubblico pubblico per fare in modo che tutti i comuni soci di Cap come Arese, Lainate e gli altri comuni Gesem possano domani garantire successivi affidamenti in house ad Ala, che già gestisce il servizi rifiuti di Magenta, Legnano e Gallarate. L’ingresso di Cap Holding in Ala ne consentirà l’espansione. L’obiettivo è di avere una società in grado di far fronte sull’area vasta del Nord Ovest milanese a una gestione integrata dei rifiuti che porti alla razionalizzazione delle piccole società comunali”.
Da tempo Cap gestisce oltre al servizio idrico anche le acque meteoriche, gli impianti di depurazione di rifiuti liquidi, lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, il vaglio e i fanghi presso Borzano attraverso la partecipata Neutalia e un impianto di termovalorizzazione dei fanghi attraverso la partecipata ZeroC.
A differenza del servizio idrico, in Regione Lombardia non vi è un ambito dei rifiuti e ciò ha generato, soprattutto nella zona Ovest di Milano, una gestione frastagliata dell’igiene urbana. Oltre a Regione Lombardia, l’altro soggetto competente sui rifiuti è Città Metropolitana Milano il cui piano strategico d’indirizzo è vincolante per i comuni. Tale piano impone l’obbligo di superare la frammentazione gestionale per cui il 15 aprile ha espresso parere favorevole all’operazione ritenendola coerente con il suo indirizzo strategico e con il piano industriale del gruppo Cap.
Il piano prevede un periodo iniziale di forte crescita che porterà in due anni il bacino da 300mila abitanti serviti e 19 comuni di oggi a 560mila abitanti e 42 comuni gestiti. Seguirà un periodo di consolidamento da svilupparsi in dieci anni che al termine del quale si raggiungeranno i 700mila abitanti serviti per circa il 70% dell’area di riferimento.
Oltre al piano industriale, vi è un piano di investimenti in infrastrutture sui territori e nei comuni aggregati che prevede il passaggio da 7,7 milioni annui a 10 milioni nell’arco di tre anni cui seguiranno negli anni successivi investimenti per circa 6,5 euro ad abitante gestito. Gli investimenti prevedono di aumentare le sedi operative gestite da Ala dalle attuali cinque a dieci: una sede operativa ogni 50mila abitanti.
La flotta mezzi di Ala per la raccolta rifiuti e l’igiene passerà dagli attuali 300 a 600, con un rapporto di 1,1-1,2 dipendente-mezzo. Altri investimenti tra i 700mila e il milione di euro riguarderanno la digitalizzazione e la comunicazione. Il margine della gestione caratteristica si attesterà intorno al 10%, leggermente sopra a quello di mercato attorno al 9% , mentre il rendimento operativo del capitale investito sarà di circa il 20%.
“Vuol dire – ha detto Bertani – che noi ci aspettiamo una società solida e che il suo patrimonio aumenti in dieci anni da 11 milioni a 30 milioni di euro con un incremento totale dei ricavi nell’ordine dell’1,5% annuo”.
Ombretta T. Rinieri
Articolo pubblicato sul “Notiziario” del 16 maggio 2025 a pag. 59
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