MILANO – L’aggregazione territoriale in un maxi gestore dei rifiuti prevede che a favore di Cap Holding, la società Amga ceda una quota del 20% del capitale sociale detenuto in Aemme Linea Ambiente dietro un controvalore di 3.488.600 euro. Cifra calcolata sul valore complessivo della società Ala pari a 17.443mila euro, così determinato dalle società advisor Pwc, Bernoni & Partners e Crowe Bompani.
Ma chi sono le aziende protagoniste dell’operazione Cap Holding – Ala che dovrebbe dar vita in Città Metropolitana Milano e nel Basso Varesotto a questa maxi aggregazione territoriale nella gestione dei rifiuti? Quali i vantaggi ipotizzati? E a favore di quali società? Ecco quanto si desume dalla documentazione pubblicata sul sito di Cap Holding
Ala (Aemme Linea Ambiente) è società a capitale interamente pubblico nata nel 2010 in seno al gruppo Amga, oggi partecipata per il 74% da Amga Legnano spa, per il 16,7% da Asme per il 9,27% da Amsc spa. Ala gestisce, secondo il modello dell’in house providing, il servizio di igiene urbana e ambientale in favore di diciannove comuni (Arconate, Boffalora Sopra Ticino, Buscate, Canegrate, Castellanza, Cornaredo, Cuggiono, Dairago, Gallarate, Legnano, Magenta, Magnago, Ossona, Parabiago, Rescaldina, Robecco Con Induno, San Giorgio su Legnano, Turbigo, Villa Cortese) per un bacino servito di circa 300mila abitanti e con un fatturato medio negli ultimi tre anni pari a 38 milioni di euro.
Amga è una società a capitale interamente pubblico detenuto dai comuni di Arconate, Buscate, Canegrate, Castellanza, Cornaredo, Dairago, Legnano, Magnago, Parabiago, Rescaldina, Robecchetto con Induno, Villa Cortese, San Giorgio su Legnano, Turbigo organizzata in house per la gestione di servizi pubblici locali, affidati anche infragruppo, secondo il meccanismo del controllo analogo indiretto.
Asm (società in house providing multi servizi) è partecipata dai comuni di Bernate Ticino, Boffalora Sopra Ticino, Corbetta, Cuggiono, Magenta, Marcallo con Casone, Mesero, Ossona, Robecco sul Naviglio, Santo Stefano Ticino e Sedriano.
Amsc attualmente risulta partecipata al 99,98% dal comune di Gallarate.
I dettagli dell’aggregazione in Ala per la realizzazione dell’area vasta nel servizio di igiene ambientale
A loro volta i comuni soci di Amga, Asm e Amsc detengono una loro partecipazione in Cap Holding spa, altra società a capitale interamente pubblico, partecipata da 194 comuni, che secondo il modello in house providing svolge l’attività di servizio idrico integrato in favore dei suoi comuni soci.
Cap Holding è altresì proprietaria di impianti di smaltimento di fanghi e rifiuti liquidi nonché di impianti volti alla produzione del biogas e di energia elettrica e termica. Tenuto conto di queste peculiarità di Cap Holding, i comuni soci della stessa Cap Holding, Amga, Asm e Amsc ritengono che l’operazione su Ala possa consentire loro consentirà di superare la propria frammentazione territoriale nella raccolta rifiuti. E ciò senza costituire nuove società. L’ottica sarebbe quella dell’economia di scala in quanto, spiega Cap Holding nella documentazione, le tariffe deriverebbero in parte dal computo dei costi operativi per far fronte al servizio stesso.
Ala diventerebbe infatti un operatore in house di larga scala, destinatario di affidamenti diretti anche dei comuni soci di Cap Holding (come per esempio Arese, ndr) secondo il meccanismo del controllo analogo a cascata, espandendosi in territori limitrofi già serviti dal servizio idrico fornito da Cap.
L’operazione pubblico-pubblico di aggregazione Cap Holding-Ala ha attirato l’interesse di diversi comuni dell’area Nord-Ovest di Città Metropolitana Milano (che nel proprio piano strategico 2022-24 ‘Orizzonte 2026’ comprende il ‘governo metropolitano della filiera dei rifiuti in chiave di economia circolare) e del Basso Varesotto nella ritenuta strategia che un gestore integrato di medio-grandi dimensioni porti ai comuni soci vantaggi economici e gestionali.
Secondo quanto descritto da Cap Holding, con la realizzazione dell’area vasta, il piano industriale di Ala per il 2025-2027 (non divulgato, ndr), prevederebbe di raggiungere un aumento del fatturato superiore al 70% rispetto agli obiettivi del suo attuale piano industriale, mentre per il triennio 2028-2035 sarebbe previsto il consolidamento dell’organizzazione e dell’integrazione di altri servizi a rete.
Secondo le previsioni di Cap Holding, inoltre, con l’aggregazione in Ala si passerebbe da una gestione annuale o di medio periodo a una gestione pluriennale consentendo da una parte di ammortizzare gli investimenti su più anni e dall’altra di attrarre operatori privati attualmente non interessati a bacini di servizi troppo piccoli o per periodi di tempo limitati.
Presupposti sono che l’operazione riguardi società in house operative in ambiti di servizio pubblico locale a rete, in una logica di bacino e nel quadro della regolazione Arera in materia di economia circolare dei rifiuti, che non si limiti solo a raccolta, pulizia e spazzamento delle strade, ma che attivi la misurazione dei rifiuti conferiti al servizio pubblico, il recupero in impianti innovativi di materia e la produzione di energia.
I vantaggi per gli attori dell’operazione
Secondo Cap Holding l’acquisizione del 20 per cento di Ala con l’unione dei due servizi idrico e rifiuti porterebbe un vantaggio economico in termini di minori costi o maggiori ricavi del servizio idrico integrato in circa 500mila euro anno. Il consumo di metano per i mezzi di raccolta rifiuti assorbirebbe oltre il 46% della produzione annua di biometano della Biopiattaforma di Sesto San Giovanni gestita da ZeroC spa (partecipata Cap) , mentre l’impianto di Busto Arsizio di Neutalia srl (partecipata da Cap, Amga, Ala e Asm) passerebbe nel primo triennio da una raccolta rifiuti di 38mila tonnellate a 68 mila.
L’impianto di Abbiategrasso di trattamento delle terre di spazzamento stradale, gestito da Cap Evolution srl (partecipata Cap) , verrebbe alimentato per il 30% annuo da terre da spazzamento stradale del servizio di Ala (5mila tonnellate nel 2027). La gestione rifiuti avverrebbe attraverso le infrastrutture tecnologiche e informatiche del servizio idrico integrato. La telelettura dei contatori dell’acqua si risolverebbe tramite il posizionamento di sistemi di rilevazione sui mezzi della raccolta dei rifiuti. Altre razionalizzazioni riguardano l’utilizzo dell’acqua non potabile per il lavaggio dei mezzi di raccolta rifiuti e lo spazzamento stradale e la riduzione dei mezzi utilizzati attraverso il taglio di percorsi e sedi.
Investimenti
L’operazione di aggregazione prevede investimenti pari a 6,5 euro ad abitante, con un investimento medio annuo di 4,2 milioni di Euro. Nel primo triennio gli investimenti saranno concentrati su quattro ambiti: miglioramento di sedi e piattaforme; rinnovo flotte mezzi a basso impatto ambientale; innovazione tecnologica nei servizi; digitalizzazione e comunicazione con clienti e cittadini.
Ombretta T. Rinieri
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