ARESE – Dubbi e perplessità sul piano industriale Cap Holding-Ala sono stati espressi dall’opposizione di centrodestra che si è astenuta al momento della votazione. Massimo Cormanni di Fratelli d’Italia ha ricordato come l’operazione di concentrazione per razionalizzare spese e costi, risulti essere un’inversione di tendenza rispetto alle privatizzazioni avviate negli anni 90 con l’obiettivo di aumentare l’efficienza, sburocratizzare e ridurre i costi attraverso la concorrenza.
“Ora – ha considerato e poi chiesto- poiché stiamo parlando di servizi di fatto erogati in regime di monopolio perché i cittadini pagano le tasse per questi servizi per cui non c’è una diretta correlazione tra ciò che si paga e i rifiuti conferiti, qual è la previsione circa l’eventuale riduzione del costo con la concentrazione dei servizi? In che maniera il Comune potrà ottenere una ricaduta sui suoi cittadini in termini economici? Con la cessione della gestione di questo servizio il possibile svantaggio per il Comune è la perdita della gestione diretta del servizio e quindi delle modalità, i giorni e gli orari con cui si ritirano i rifiuti e gli orari d’aperta della piattaforma. Avete accennato sulla possibilità del Comune di intervenire, volevo avere garanzie su questo e con quali strumenti. Volevo avere delucidazioni se per razionalizzare si intende ridurre i dipendenti che operano nel settore? L’amministrazione comunale ha valutato o ipotizzato quale possa essere a parità di servizio erogato il costo del servizio per il Comune? Se è uguale, superiore o inferiore a parità di servizi?”.
“Noi abbiamo delle perplessità sulle tempistiche, – ha detto Roberta Tellini delle liste civiche – siamo al 12 maggio, i consigli comunali devono tutti deliberare l’operazione e i sindaci entro luglio devono dare parere favorevole all’acquisizione di Ala. Ma cosa succederà il 1° gennaio 2026? Faccio un po’ fatica a capire come potremo avere il servizio della nuova Ala. Poi, spesso razionalizzazione e aggregazione, fanno il paio e rima con preoccupazione perché abbiamo parlato di passare da 300mila utenti a 563mila in un lasso di tempo brevissimo. Come facciamo a capire oggi quanto impatterà a livello di costi una gestione che in poco tempo vedrà raddoppiare il numero di utenti? Come si concilia la razionalizzazione dei costi su una così ampia scala con la possibilità da parte dei comuni di avere dei servizi dedicati? Va da sé che il servizio che oggi riceve Arese non può essere equiparato a quello di altri comuni. Il territorio è enormemente differente tra un comune e l’altro. Quindi l’incremento della dimensione del bacino di utenza può portare un’economia di scala, ma la differenziazione dei servizi che costi porterà? Temo che costo rispetto al servizio standardizzato possa avere un impatto piuttosto importante”.
Domande che in realtà non hanno ricevuto risposte se non le rassicurazioni da Michele Falcone (direttore generale di Cup Holding) e Tommaso Bertani ( direttore dell’area di sviluppo Ovest) sulla bontà del piano industriale e il sì convinto del sindaco Luca Nuvoli e dei consiglieri Enrico Ioli e Barbara Scifo.
“Venendo da dieci anni di amministrazione precedente nei quali abbiamo cercato in tutti i modi di rendere più efficiente il servizio di raccolta d’igiene urbana tramite la gestione di Gesem – ha detto Ioli – e avendo potuto vedere tutte le difficoltà del caso, questa è una soluzione che apre delle opportunità”. “L’illustrazione – ha detto Scifo – ha restituito una visione di lungo periodo prospettica di sviluppo che fa ben sperare rispetto alla possibilità di avere dei servizi che potranno godere di investimenti e di politiche industriali tali che difficilmente qualsiasi realtà aziendale locale piccola può realizzare, come per esempio, il nuovo centro di raccolta o la tariffa differenziata”.
“Oggetto della delibera – ha tagliato corto Nuvoli – non è la cessione o il conferimento dell’attività di Gesem a Cap Holding, ma l’acquisizione delle quote di Ala da parte di Cap holding. La normativa dell’affidamento in house prevede che venga dimostrata l’economicità rispetto ad andare sul mercato”.
O.T.R.
Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 16 maggio 2025 a pag. 59
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