URBANISTICA – Timori per la resurrezione della tangenzialina: “Abbiamo detto no a nuove strade”
ARESE – Martedì 27 maggio 2025 il sindaco Luca Nuvoli ha comunicato in consiglio comunale le risultanze di una riunione tenutasi in Regione Lombardia il 13 maggio scorso della segreteria tecnica dell’adp ex Alfa Romeo con all’ordine del giorno il trasporto pubblico locale sul territorio, dopo lo stralcio della metrotranvia per la cui realizzazione non vi sarebbero più i fondi necessari.
Ora, Regione Lombardia vorrebbe comunque mantenerne il tracciato corrispondente, ma con un diverso mezzo, mentre Città Metropolitana vorrebbe ricercare sinergie con altri soggetti e con l‘operatore per puntare a un’alternativa su gomma. Allo scopo, entro la pausa estiva verrà presentata un’analisi di pre fattibilità da verificarsi con i territori. Ma al tavolo di piazza Lombardia, i sindaci hanno comunque chiesto ragguagli sul soggetto che dovrebbe farsi carico dei costi del servizio, essendo spesa corrente, e come si intenda far fronte a quelli dell’investimento. In particolare Arese teme la resurrezione della tangenzialina contro cui anni fa si sollevarono i cittadini.
“Abbiamo chiesto – ha specificato Nuvoli – che venga ridefinito il percorso del tracciato di questo mezzo pubblico dato che non può essere lo stesso della metrotranvia: non possiamo permetterci che venga costruita una nuova strada prossima al Comune di Arese. C’è la necessità di capire se si possa partire dallo studio di MM che dei tre scenari, due prevedevano la metrotranvia e un terzo dava un maggior asservimento ad Arese, coprendo zone come quella industriale a oggi non coperta. E’ necessario vedere il tutto in forma integrata senza avere percorsi che si sovrappongano con quello della linea 561 o della futura linea A132, dato che noi saremo sempre contrari a trasformare di fatto un’opportunità per il territorio in nuove strade: un conto è parlare di metrotranvia e un conto è parlare di una corsia per i bus”.
Naturalmente l’argomento viabilità e trasporto non poteva esser lasciato cadere dall’opposizione di centrodestra. “Il tema della 561 sparisce nonostante noi l’avessimo sollevato più volte – ha recriminato Roberta Tellini delle liste civiche che della linea Arese-Rho Fiera ha fatto il suo cavallo di battaglia fin dai tempi del proprio assessorato nelle giunte Palestra – e mi fa piacere constatare che il sindaco si sia reso conto di quanto fossero fondate le nostre preoccupazioni e che quindi abbia chiesto di rivedere anche il suo percorso. Una linea messa per Arese dalla prima parte dell’adp con tre milioni di euro a carico dell’operatore che portasse a Rho Fiera in tempi brevi. Una linea che ora farebbe il giro Rho fiera, Paderno Dugnano, Bollate, Cascina del Sole e quant’altro non è pensabile che possa essere considerata in attesa di definire il trasporto pubblico locale, così com’è inimmaginabile pensare alla tangenzialina. Detto questo, in attesa e nelle more della definizione del resto, la 561 deve rimanere così com’è adesso nella disponibilità del Comune di Arese. E mi permetto di chiedere ai colleghi di approvare una mozione tutti insieme per sollecitare l’operatore a farsene ancora carico, perché noi non possiamo andare incontro alla trasformazione dell’area ex Alfa Romeo senza avere il nulla considerando che tra progettazione e realizzazione parliamo di quattro-cinque anni”.
“Quando parlavo della revisione del percorso – ha replicato Nuvoli – non intendevo la 561, di cui proporrei di mantenere il nome, ma intendevo il percorso di collegamento tra Rho fiera e l’ area ex Alfa Romeo, dato che qualcuno ha congegnato l’idea di prendere il percorso della metrotranvia e trasformarlo in un trasporto in sede protetta in quella che potrebbe essere una tangenzialina. Cosa che ci vede completamente in disaccordo. Noi dobbiamo ragionare su un trasporto diverso. La collega ricorderà bene che lo studio di MM prevedeva tre scenari di cui due erano metro tranvia, uno dentro la città e uno all’esterno, poi scelto, e un busway che vedeva lo scavalco nella zona industriale. Io non so se è replicabile in tutto, però credo che, stante le cose, non si dia per scontato che debba essere il vecchio tracciato del busway. Comunque, in segreteria tecnica non si è parlato di 561. Invece sulle tempistiche sono molto d’accordo. Noi non possiamo permetterci di aspettare 4-5-6 anni. Con le trasformazioni in corso il trasporto pubblico è un tema urgente. Sulla mozione, io non ho preclusioni. Lascio alle forze politiche di maggioranza di valutare. Tuttavia essendo di colori politici diversi i partiti che governano le città rispetto a Regioni Lombardia e a Città metropolitana, credo possa essere positivo dare una spinta bipartisan”.
Ombretta T. Rinieri
Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 30 maggio 2025 a pag. 58
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