L’Arcivescovo ad Arese per il 70° dei Salesiani

FESTA –  Santa Messa a Mac e benedizione della nuova macchina a il laboratorio di Falegnameria

ARESE – Con la visita venerdì 30 gennaio 2026 ad Arese dell’arcivescovo Mario Delpini,  la città è entrata nel cuore dei festeggiamenti per il 70esimo anniversario della presenza di sacerdoti e suore della Congregazione di San Giovanni Bosco al Centro Salesiano.   

Arrivarono nel 1955 su invito di papa Paolo VI e da allora trasmettono ai giovani il carisma del loro santo fondatore,   operando in quella che era una sezione distaccata del carcere minorile “Cesare Beccaria” di Milano.

“Settant’anni dopo – ha sottolineato in una nota il direttore del Centro Salesiano don Davide Peregoquella missione continua con rinnovato slancio, mettendo al centro la formazione professionale e la felicità dei giovani. Significa confermare la nostra promessa ai giovani: esserci per loro, integralmente. Don Bosco diceva che “L’educazione è cosa di cuore“. Per questo la nostra festa unisce il momento solenne della Messa, la serietà della formazione tecnica con il nuovo macchinario e la gioia esplosiva del gioco in cortile. Vogliamo formare professionisti competenti, ma soprattutto persone felici.”

I festeggiamenti, iniziati lunedì 26 gennaio e terminati domenica 1° febbraio (vedi Notiziario 23 e 30 gennaio), hanno coniugato tradizione, protagonismo giovanile e tecnologia con anche l’inaugurazione di un nuovo macchinario a cinque assi nel laboratorio di falegnameria alla presenza dell’arcivescovo  Delpini, di don Perego, dei professori Stefano Maj, Giulia Bonalumi e Rudi Ursu, degli studenti, di Paolo Grandotto e Pasquale Pignataro in rappresentanza della Scm, società produttrice del macchinario.

Un investimento che i Salesiani hanno voluto fare per permettere agli studenti di apprendere le più moderne tecniche di lavorazione del legno, riducendo il divario tra scuola e impresa.

Riflettendo sulla lettura del Vangelo secondo Matteo (18,1-6.10): “…In verità vi dico: se non vi convertite e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli…”, Monsignor Delpini ha invitato a essere come i bambini per ricevere con semplicità i doni di Dio: E’ per questo che i bambini, i ragazzi hanno rubato il cuore a Don Bosco. Perché di tutti quelli disponibili a essere amati, lui ha espresso il suo amore”.

Lo strumento per far fronte “All’epidemia dell’infelicità è la preghiera.  E’ la confidenza  nel Signore. E’ invocare l’intercessione di Maria Ausiliatrice che ha ispirato, incoraggiato, consolato Don Bosco. Celebrando Don Bosco, forse, ciascuno di noi, allora può dire: Ma allora c’è un rimedio all’infelicità e io vi raccomandando questi tre pilastri: conoscere la Verità di Dio, essere semplici e accettare di essere amati,  imparare a pregare”.

Alla messa solenne celebrata da Delpini in “Maria Aiuto dei Crisatiani” hanno partecipato ottocento  allievi della Formazione Professionale (Cnos-Fap Lombardia), i sessanta preadolescenti del progetto educativo “Pit-Stop” e venti giovani del Campus Universitario Don Bosco.

Per il nostro domani, perché il cammino che stiamo facendo in questo centro professionale ci prepari a essere professionisti competenti e onesti – ha recitato in chiesa uno degli allieviTi chiediamo  che nel mondo del lavoro possiamo trovare porte aperte e persone pronte a darci fiducia, affinché la fatica di oggi porti alla soddisfazione di domani”.

Ombretta T. Rinieri

Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 6 febbraio 2026 a pag. 59

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