Liceo Fontana: dai prefabbricati alla nuova ala

L’avveniristico padiglione ospita sei aule, tre grandi laboratori e un’area espositiva

ARESE – Dopo oltre vent’anni di tribolazioni, spazi ridotti e inadeguati all’indirizzo di studi,  aule pollaio, di appelli dei docenti e delle dirigenti scolastiche,  prima di  Tiziana Monti e dal 2020 di Giuseppina Pelella, nonché dei ragazzi con cortei sotto le finestre del comune e dell’allora Provincia di Milano, finalmente al liceo artistico ‘Lucio Fontana’ di Arese si volta pagina e si comincia a respirare. E’ stata infatti inaugurata il 3 ottobre scorso da Città Metropolitana di Milano la nuova ala dell’istituto realizzata grazie a un investimento pari a 1,9 milioni di euro provenienti per l’edilizia scolastica dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.    

 

Il nuovo padiglione, il cui progetto architettonico è firmato dall’architetto Matteo Franceschin e quello strutturale dall’ingegner Stefano De Cerchio della Sceproject,  è una palazzina su due piani, bianca, che ospita sei ampie aule studio per circa 160 studenti, tre amplissime aule laboratorio, uno spazio espositivo e i vari locali serviziCaratteristiche peculiari sono le finestre a nastro che consentono di modulare la luce solare negli ambienti secondo la loro destinazione didattica,  soluzioni per l’efficienza energetica, la riduzione dei consumi idrici, il contenimento delle emissioni di gas serra e la prevenzione da inquinamento da gas radon.

La criticità è invece legata al netto contrasto con il corpo principale dell’istituto, collegato alla nuova ala attraverso una pensilina coperta,  la cui architettura è quella di una scuola elementare tipica degli anni  60-70 con i muri perimetrali e le soffittature esterni che necessitano di interventi di risanamento ed estetici per renderla ora  organica al nuovo padiglione. Un completamento di cui è consapevole il consigliere delegato all’edilizia scolastica Roberto Maviglia, il primo a essere soddisfatto del bel traguardo raggiunto per il liceo artistico di Arese  in quanto nel proprio ruolo attento alle esigenze degli studenti, anch’egli ha ‘sofferto’ per molto tempo delle condizioni dell’artistico.

“Il Pnrr – ha detto Maviglia all’inaugurazione – ha dato respiro  alle amministrazioni  locali, alle scuole, ai territori. Ma io sento forte la preoccupazione che tutto si fermi a giugno 2026, quando  dovremo concludere tutti i progetti del Piano in quanto ci sono scuole vecchie, spazi inadeguati, palestre  che mancano, strutture che hanno bisogno di essere messe in sicurezzaNon possiamo permettere che dopo questo sforzo enorme cada di nuovo il silenzio sull’edilizia scolastica, perché investire  nella scuola, significa investire nel futuro. Oggi consegniamo ufficialmente il nuovo padiglione a  voi ragazzi  perché  diventi  un luogo di studio, creazione e sviluppo dei vostri talenti”.

Questa è una scuola –  ha detto a sua volta il sindaco di Arese Luca Nuvoli –  che sta facendo grandi cose. Spesso purtroppo la scuola viene  vista come  qualcosa di utile o di inutile  a seconda di quello  che è la richiesta del mercato del lavoro. Mentre invece la scuola deve mettere al centro le persone. Non deve servire per produrre profitto. È molto bello vedere qui le diverse istituzioni  presenti. Dai presidi ai sindaci di altri comuni, da Città metropolitana ai carabinieri, ai vigili. Vuol dire che questo è  un progetto che ha visto tutti  concordi a essere vicino alla scuola”.

Il vero realista – ha sottolineato la dirigente dell’istituto Russell-Fontana Giuseppina Pelellaè il visionario, come scrisse Federico Fellini. Il sogno visionario è stato  quello di poter soddisfare il bisogno degli studenti, dei docenti, del personale scolastico e delle famiglie di avere in Arese nuovi spazi a disposizione, un’architettura che fosse essa stessa opera d’arte, con arredi  innovativi, per fare l’esperienza del bello che  alimenta la creatività e la ricerca  di nuove espressioni e di nuovi linguaggi artistici. Investire in una scuola  vuol dire  avere fiducia nel futuro, nei giovani ma anche nelle capacità propositive, educative e di ascolto empatico degli adulti”.

Nello scorso anno scolastico, una trentina di studenti delle classi 4° e 5°D suddivisi in  due macro gruppi si sono occupati per la nuova sede della parte esterna degli arredi e della parte interna per la tinteggiatura delle aule. Durante l’inaugurazione una mostra allestita nel padiglione ne ha illustrato il lavoro.

Questa esperienza – ha raccontato Cristina Megali di quinta che ha realizzato le due tavole esplicative di tutto il progetto definitivo degli esterni – ci ha dato l’opportunità di capire  non soltanto la parte teorica, ma anche la parte pratica, come per esempio l’abbattimento imprevisto di alcuni alberi di cui noi invece avevamo previsto di trasferirli altrove con le radici. Per fortuna grazie all’associazione Alberi per il futuro abbiano ottenuto di poterne piantare 24 di nuovi tra il nostro liceo e il liceo scientifico Falcone e Borsellino”.  

I ragazzi hanno potuto dare una loro impronta nell’ambito del progetto alternanza studio-lavoro.  All’esterno sono previste delle sedute per le lezioni di copia dal vero che seguono armoniosamente la curva degli alberi. Altre sedute sono pensate per le pause didattiche, una seduta a forma di D come ‘donna’ di colore rosso per richiamare il dramma dei femminicidi  e, in considerazione che la scuola manca di una palestra interna, è stata anche pensata una mini area per il fitness in modo da consentire dell’attività motoria.

Infine un’installazione simbolo del liceo artistico con i colori primari rosso, giallo e blu  che rappresentano le arti maggiori (architettura, pittura, scultura), quelle minori (design, multimediale, cinema ecc.) e la conoscenza.  

Ombretta T. Rinieri

Pezzo completo dell’articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 10 ottobre 2025 a pag. 59

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