In costruzione la nuova ala del liceo artistico

FONTANA – Saranno realizzati 6 nuove aule, 3 laboratori, spazi accessori ed espositivi coi soldi del Pnrr

ARESE – Partito ad Arese l’ampliamento strutturale del liceo artistico “Lucio Fontana”. Tolto il prefabbricato,  che ha tamponato per anni la cronica carenza di spazi, nei mesi scorsi sono partiti i lavori della nuova ala della scuola. Sono già stati fatti le fondamenta e i pilastri e ora si è nella fase del cemento armato.

Sabato scorso si è tenuto al liceo un workshop dove il progetto è stato presentato ai ragazzi alla presenza della preside Giuseppina  Pelella, del sindaco Luca Nuvoli e dei vertici di Città Metropolitana.

 

Il progetto è dell’architetto Matteo Franceschin che lo ha  elaborato per conto di SceProject, la società che nel 2019 si era aggiudicata l’appalto di Città Metropolitana per l’ampliamento. Il piano era poi  rimasto in stand by per mancanza di risorse.

 

 

Roberto Maviglia

“Questo progetto – spiega Roberto Maviglia, consigliere delegato all’edilizia scolastica di Città Metropolitana – nasce da una riunione di tre anni fa con la preside Tiziana Monti e con i ragazzi dov’era emersa la necessità di sostituire il vecchio prefabbricato.  Da lì abbiamo iniziato a fare il progetto, ma non c’erano i soldi. Ora lo finanziamo con 1.900mila euro derivanti dal  Pnrr e fra un anno lo consegneremo”.

 

 

Giuseppina Pelella (in rosso) attorniata dagli studenti del liceo artistico “Lucio Fontana”

“Questo ampliamento – afferma la preside  Giuseppina Pelella –  risponde a dei bisogni e anche sogni. Ma se il liceo deve restare ad Arese, deve vedersi subito che è un artistico e non una scuola elementare riadattata. Il sogno è avere dei laboratori che siano in più  rispetto alle aule”.

L’organizzazione del liceo è tale che sono i 400 studenti a spostarsi d’aula fra le 24 disponibili a seconda dell’orario e della materia. Le tre aule più grandi del seminterrato del corpo centrale sono utilizzate anche come laboratorio.  In vent’anni il liceo artistico è cresciuto e oggi offre ai suoi studenti tutti gli indirizzi a partire da quello  pittorico e scultorio. Ma gli spazi sono quelli che sono.

“Casualmente – continua la preside –  per completare l’offerta manca solo scenografia e teatro. In vent’anni bisogni e sogni sono mutati. Con l’architetto Franceschin e Città Metropolitana c’è stato un ascolto. Ora Città Metropolitana deve investire anche sul  corpo centrale. La scuola è unica e per noi è un progetto integrato”.

Su una superficie  di 833 mq nella porzione Sud del giardino del liceo, saranno costruite sei aule per 28-30 studenti ciascuna (tre al piano terra e tre al primo piano) e tre aule laboratorio: una di 85 mq  per il disegno tecnico-architettonico (piano terra o primo piano); una di 120 mq per il disegno e la scultura (piano terra); una di 110 mq per computer grafica e media (piano terra). Inoltre sarà creato uno spazio aperto  espositivo al primo piano, un locale per i collaboratori scolastici,un ascensore montacarichi e un deposito oltre a scale, servizi igienici, corridoi, vani tecnici e una pensilina aperta per il collegamento con il corpo centrale del liceo.

Per integrare l’edificio con gli alberi del giardino, Franceschin lo ha progettato con una serie di curvature.

E per i laboratori di disegno e architettura è stato fatto uno studio sulla luce che hanno portato a pensare di installare un tipo di finestratura a nastro che permette di avere la luce dall’alto e ridurre le ombre.  Tutti gli spazi della didattica sono alti  tre metri. Solai e muri perimetrali sono rivestiti con il ‘cappotto’.

Ombretta T. Rinieri

Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 1° dicembre 2023 a pag. 66

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