Di notte rubano i pezzi d’auto, la mattina scippano, al pomeriggio svaligiano le case

ARESE – I furti negli appartamenti sono la maggiore preoccupazione delle persone. È su come prevenire l’evenienza dei ladri in casa l’ambito dove si concentra l’attività dell’associazione del Controllo di Vicinato. A questo proposito il presidente Stefano Carli ha illustrato di dati del Cdv rilevati nei primi dieci mesi di quest’anno spiegando nei dettagli i periodi e gli orari di maggiore concentrazione degli episodi.
“Negli anni scorsi abbiamo appurato – ha spiegato Carli – che i furti negli appartamenti si verificano soprattutto negli orari pomeridiani dalle 14 alle 20-22 nel periodo che va da settembre per salire fino a dicembre e continuare fino a gennaio, febbraio-inizio marzo. Rispetto al trend, quest’anno a febbraio non siamo saliti fino in alto come prima. Siamo scesi: tra gennaio e settembre si sono avuti 44 furti contro gli 83 dell’anno scorso. Il picco c’è stato a luglio. Ma ad agosto e settembre si è registrato lo zero assoluto. Ora c’è da stare attenti con la fine dell’ora legale”.
In estate si depositano i valori in cassetta di sicurezza per cui la casa è vuota e si attiva l’allarme. D’inverno invece la casa è piena, la gente è presa da mille cose, i bambini, la spesa, la tintoria, esce di casa e non attiva l’antifurto e i ladri ne approfittano.
Esaminando la settimana, i due terzi dei furti avvengono tra venerdì, sabato e domenica per il 61% tra le 14 e le 20-22. Soltanto il 25 % dei furti avviene di notte. Il 4% avviene il mattino e sono per lo più scippi.

“E’ al pomeriggio – ha consigliato Carli – che bisogna stare più attenti, perché in inverno alle 5 del pomeriggio è buio, in portineria c’è traffico, il custode non si rende conto dell’estraneo e i ladri sanno che le case sono ricche e non sono allarmate. Nel 41% dei furti, infatti, le case non avevano l’antifurto e dove c’era il 34% non l’aveva attivato. La sirena che suona riduce la permanenza del ladro in casa a uno, due, tre minuti al massimo. Noi del Controllo di Vicinato quando la sentiamo e ci accorgiamo di un furto in corso in casa del nostro vicino, chiamiamo i carabinieri e loro arrivano sempre con due macchine e li prendono tra due fuochi”.
I furti avvengono anche con i proprietari in casa. Ciò avviene soprattutto nelle villette a due piani. Magari la famiglia è al piano di sotto a cenare e i ladri salgono di sopra. Oppure dormono al piano di sopra e i ladri entrano di sotto.
“Salgono sul tetto del box – ha spiegato Carli – forzano la tapparella del bagno che di solito è sempre su, ed entrano mentre tu stai mangiando con gli amici e non te ne accorgi”.
Non sempre il furto si verifica. Molti non denunciano il tentato furto e questo è un errore gravissimo perché la segnalazione alle forze dell’ordine consente al comandante dei carabinieri Riccardo Tora di mappare il territorio.
“La segnalazione del cittadino – ha spiegato il maresciallo Tora ai dubbiosi che assistevano alla riunione del Cdv – ci consente di conoscere le zone, i giorni e gli orari in cui agiscono i ladri e di orientare il pattugliamento laddove i furti si verificano di più. Se io so che in via Varzi dalle 17 alle 19 in una settimana hanno fatto quattro furti, la mia macchina non la mando in viale Resegone, la oriento su via Varzi. Se fanno i furti tutti a quell’ora e su una determinata via c’è un motivo e io lo devo capire. Il fatto di non esserci stati furti in due mesi, non è perché i ladri hanno optato di fare i furti a Lainate o a Garbagnate. Io chiedo ai ragazzi dei grossi sacrifici e i risultati si vedono, nonostante noi abbiamo in gestione oltre alla cittadina di Arese anche il centro commerciale. C’è stato un periodo che non c’erano più furti sul parco di auto. Li avevamo arrestati, gli avevamo sequestrato tutta la merce, e non sono venuti più a rubare. Hanno capito che c’era un controllo capillare del territorio. Bisogna avvisare. Bisogna chiamare. Ovvio, non è che se siamo in viale Luraghi possiamo arrivare in un minuto in via Einaudi. Ci serve del tempo per arrivare. Ma arriviamo. Bastare comporre il 112 o chiamare la caserma”.
E ora consigli in pillole

Abbassare le tapparelle (di metallo con blocchi anti sollevamento) e attivare l’antifurto quando si esce; collegare l’antifurto con i carabinieri, è gratuito; far svuotare la casella della posta quando si è via; illuminare adeguatamente giardino, portone e numero civico; nei villaggi collegare l’apertura del passo carraio con le targhe dei carabinieri per evitar loro perdite di tempo ai citofoni in caso d’emergenza; installare sul cancello la sirena bitonale di polizia, carabinieri, vigili del fuoco e ambulanze; nei villaggi facilitare ai carabinieri la mappatura dell’ubicazione delle ville al loro interno; mettere serrature alle porte di ultima generazione; non lasciare all’esterno scale e arnesi vari; l’allarme deve avere i perimetrali con dei volumetrici, una sirena istallata in modo non raggiungibile e un combinatore telefonico; mettere sensori alle finestre e una tendina che scende sul vetro che ne impedisca lo smontaggio; non mettere cartelli della ditta che ha installato l’antifurto perché i ladri sono costantemente aggiornati sui sistemi che applicano.
Occhio alle truffe
Ombretta T. Rinieri
Articolo completo del pezzo pubblicato su “Il Notiziario” del 17 ottobre 2025 a pag. 58
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