Pieno in chiesa e in oratorio per la finale del II ‘Torneo Pozzoni’ di calcio a 7 . Nelle piazze Dalla Chiesa e 11 Settembre la ‘parte laica’ della Festa organizzata dall’amministrazione Nuvoli con street food e musica dal vivo. Successo in via Vismara del karaoke di “Gelato Sottozero”, ma in via Caduti…
ARESE – Domenica 29 giugno la ‘me
ssa granda cantada’ ha concluso i tre giorni di festeggiamenti iniziati in città venerdì 27 per la ‘Festa Patronale dei ss Pietro e Paolo‘. Il caldo torrido e l’alta umidità che si respirava in chiesa, non ha fatto desistere le decine e decine di fedeli che hanno assistito stoicamente alla messa officiata dal vescovo, monsignor Luca Raimondi, e dai sacerdoti salesiani al completo. A dir la verità, stoici pure loro, composti nelle loro lunghe vesti, seppure i gradi percepiti fossero anche sopra la soglia dei 40. E ciò nonostante in chiesa i fedeli, per alleggerire la calura, fossero alle prese con tutto un movimentare di ventagli e cappelli.

Ma al di là delle note di colore, la messa è stata molto partecipata e uno scroscio di applausi alla fine ha contraccambiato il grazie sentito del parroco don Jean-Claude Ngoy alla comunità. Nella sua annuale recita in dialetto ‘aresino’ , poco diverso da quello milanese, Marina Airoldi ha richiamato il senso del rito del ‘pallone bruciato’ che si ripete ogni anno in chiesa.
“Un tempo – ha ricordato – la festa patronale apriva il periodo della mietitura. La luce delle fiamme del ‘pallone’ che brucia, rappresenta la forza della Fede dei nostri ss Pietro e Paolo e i contadini ringraziavano se il raccolto era andato bene pregavano e chiedevano forza per tirare avanti se era andato male e la vita sarebbe stata dura per tutti…Di Arese è rimasto proprio poco: l’asilo, bello e pieno di vita come sempre… come l’oratorio e il Gso, con tanta gente meravigliosa, tanto affezionata ai giovani. Poi è rimasto il Monumento ai Caduti che vede una spianata bianca e, più in là, il pino della mia scuola, vicino al comune. Non si vedono più le radici,la sua forza. castigate sotto la rotonda. Non per ultima….la chiesa. E’ sempre stata piena di gente.. e come dice il nostro Papa: “Quando la chiesa è piena, la storia ritorna fra noi,, viva!…”.


E mentre terminata la messa, sul sagrato la gente (riconoscibili fra la folla il sindaco Luca Nuvoli, gli assessori Mauro Aguggini e Denise Scupola nonché la consigliera regionale ed ex sindaco Michela Palestra), si è fermata a prendere l’aperitivo preparato dal Gruppo Valera Grill in un momento di forte aggregazione allietato anche dalla musica della banda cittadina, all’oratorio ‘don Bosco’ si giocava la finale del calcio a 7 del secondo torneo delle nazioni “Trofeo Pozzoni” in ricordo dell’amato don Luca Pozzoni.



Organizzato dal Gso e dall’oratorio don Bosco, il torneo ha visto confrontarsi per tutto il mese di giugno una decina di squadre. Vincitori “imaschiquelli” per 2 a 1 contro i “lidollari” arbitrati dal Csi. Oltre alle coppe andate alla prima e alla seconda quadra classificata, è stato premiato il ragazzo Filippo Renner come miglior giocatore e goleador.
La parte ‘laica’ della festa, ha visto la consegna domenica pomeriggio al centro civico da parte del sindaco Luca Nuvoli delle benemerenze 2025 ai cittadini aresini più meritevoli e la concentrazione di street food, concerti e balli nelle piazze Dalla Chiesa e 11 Settembre.


Intrattenimento anche in via Vismara, grazie all’iniziativa di Mara Morlacchi e Pinuccia Morlacchi della gelateria “Sottozero” che hanno offerto alla propria clientela musica e karaoke.
All’infuori della “Vineria” e del Kebbabaro, insegne invece spente in via Caduti, in quella che dovrebbe essere la via storica via cittadina. Risultata, peraltro, nelle serate della festa, ripetutamente percorsa a tutta velocità da moto di piccole e grandi cilindrate con il rischio concreto che venissero investire le famigliole con i bambini piccoli in movimento dal sagrato della chiesa verso le altre zone in festa.
Ombretta T. Rinieri
Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 4 luglio 2025 a pag. 57
