Stella Seregni, giovane promessa aresina del pattinaggio sul ghiaccio di figura

TALENTO – A soli 13 anni, ha conquistato la medaglia d’argento alla gara nazionale di Pinerolo
Stella Seregni, Medaglia d’Argento gara nazionale di pattinaggio sul ghiaccio di Pinerolo

ARESEStella Seregni. Medaglia d’Argento danzando sul ghiaccio sulle note della colonna sonora del filmLa La Land”  il 16 marzo 2026 alla Gara Nazionale di pattinaggio sul ghiaccio di Pinerolo. Medaglia d’Oro  l’anno scorso a Roccaraso, rappresentando la Lombardia al Coni Trofeo Nazionale: le piccole olimpiadi dei ragazzi. E prima ancora, tanti primi posti sul podio negli anni precedenti.

Stella, aresina, ha solo tredici anni. La passione per i pattini d’argento

Stella Seregni, Medaglia d’Oro 2025 a Roccaraso rappresentando la Lombardia al Coni Trofeo Nazionale

le è nata ad appena cinque anni scivolando per la prima volta su una di quelle piste che vengono allestite in città durante le feste natalizie. E  non li ha più lasciati.

Ha iniziato con l’avviamento al pattinaggio per imparare a stare in piedi sulle lame. E dopo poche lezioni gli allenatori l’hanno trasferita al pre agonismo. C’è stata una sospensione con il Covid e dopo è stata inserita nella squadra Ice Lab  della Federazione Italiana Sport del ghiaccio. L’unica squadra  in Italia e la terza in Europa che ha dalcentro di eccellenza Isu (International skating union) il riconoscimento e lo sviluppo dei pattinatori sul ghiaccio, tant’è che Stella si allena con campioni come Sara Conti, Niccolò Maccì e Matteo Rizzo sulla moderna pista del palazzetto di Bergamo.  Tutti i giorni, dopo la scuola, parte da Arese con la mamma Noemi che fa la staffetta assieme ad altri genitori dei piccoli atleti per consentirle di coltivare la sua passione.

Ma è anche una ragazzina che ricompensa i suoi genitori con un traguardo sportivo dietro l’altro e con un grande senso di responsabilità per gli studi: libri e compiti l’accompagnano tra un trasferimento e l’altro, nei momenti di pausa e,  il sabato e la domenica, mentre i ragazzi della sua età fanno altro, lei ci si applica per non restare indietro.

E’ con orgoglio ed entusiasmo che il papà Massimiliano Seregni, avvocato e con un passato importante ad Arese di impegno civico e politico ci racconta di Stella. Lo fa, dopo che scoprendo per caso di Stella, l’abbiamo contattato noi  riuscendo, non senza fatica, a bucare la riservatezza che lo caratterizza.

Il pattinaggio sul ghiaccio di figura è stata fra le discipline più seguite in televisione durante le Olimpiadi invernali di Milano Cortina. E’ una disciplina magica che unisce arte, sport e spettacolo. Ma dietro ci sono tanta disciplina e sacrifici. E Fisica.

 

Stella Seregni con la star del pattinaggio Ilia Malinin, a Bergamo dove Stella si allena e dove anche Ilia si allenava nel periodo olimpico

Il pattinaggio sul ghiaccio – spiega Seregniè tutta fisica: peso, massa, volume. Per ogni step della crescita, il corpo dei ragazzi si modifica e di conseguenza l’atleta deve ricalibrare il proprio baricentro. E’ una sfida contro se stessi per ritrovare velocità, perfezione nei salti, nelle figure, per cercare di fare un qualcosa sempre di più ed è il motivo per cui l’allenamento deve essere costante. Ma soprattutto, è uno sport educativo perché insegna l’impegno, a cadere e a rialzarsi. E questo vale anche per Ilia Malinin che nella prova olimpionica è caduto e si è rialzato come se niente fosse completando la coreografia. E se lui, che è il pattinatore che sta rivoluzionando questo sport può cadere e rialzarsi, tutti possono cadere e rialzarsi.  L’importante è avere la forza di rialzarsi e proseguire”.

E c’è questo scivolare via sul ghiaccio, la sensazione di volare, l’armonia dei movimenti, la velocità, i volteggi, i salti sempre più alti. Nella coreografia ogni movimento ha un nome. Si prova e riprova e riprova fino a correggerlo e a farlo perfetto. Ogni anno cambiano la coreografia, la musica e aumentano le cose da fare. Stella è già in grado di fare tutti i doppi salti e quelli concatenati. Il passaggio successivo saranno quelli tripli.

Stella Seregni con il campione Yuma Kagiyama
a Bergamo, dove Stella si allena e dove anche Yuma si allenava nel periodo olimpico

E’ uno stile di vita – considera il papà Massimiliano – nel senso che non si sa quello che  riesci a fare o puoi fare. Lo riesci a ottenere solamente con impegno, fatica e sai, appunto,  che quando cadi è una parte fondamentale perché serve per andare oltre”.

La difficoltà maggiore per le giovani promesse come Stella è la scarsità a Milano  di piste sul ghiaccio per allenarsi. Hanno chiuso quella storica di via Piranesi e quella della zona Primaticcio. Ad Arese si è persa un’occasione e forse si perderà anche quella di Rho Fiera. La squadra Ice Lab di Stella si allena a Sesto San Giovanni, al Forum di Assago e a Bergamo. Stella soprattutto a Bergamo. Parte il pomeriggio subito dopo l’uscita da scuola e prima delle 19:30-20 non è di ritorno.

Ma è un disagio – dice Seregni – che affrontiamo volentieri perché da genitori preferiamo che pratichi uno sport piuttosto che vederla fossilizzata su un tablet”.

Ombretta T. Rinieri

Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 20 marzo 2026 a pag. 58

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