GLI ARESINI CHE NON TI ASPETTI – Con “La grande illusione” conclude la trilogia su Cuba
ARESE – Arese è all’anagrafe un comune con meno di ventimila abitanti, ma la cittadina alle porte di Milano poggia più che sui numeri dei residenti sul valore culturale, artistico, industriale, economico, sociale, storico dei suoi cittadini. E’ permeata anche da una forte passione politica, ma di questa passione, sono parecchi coloro che dopo essersi impegnati (e, perché no? scottati), si sono sentiti nel tempo traditi nei propri ideali tanto d’aver chiuso con la politica per sempre e finire per scoprire altre e più soddisfacenti passioni.
E’ questo il caso di Alberto Gulisano, classe 1947, studi in economia, commercialista, militante del Partito Liberale, catturato dagli entusiasmi centristi di una Forza Italia della prima ora, assessore al bilancio per dieci anni nelle giunte di centrodestra di Gino Perferi, dal 2009 divenuto saggista, storico romanziere e giallista di successo, pluripremiato dalla critica letteraria.
Lo incontriamo nella sua casa aresina insieme a sua moglie Lucia e ai loro amati gatti per una chiacchierata sulla sua ultima fatica letteraria, “La Grande Illusione” per le Edizioni Helicon con cui Gulisano chiude la trilogia dedicata alla saga della famiglia di origine siciliana Riela, a Cuba.
Perché il titolo: “La Grande Illusione”?
“La Grande Illusione – spiega Alberto Gulisano – parte dal 1959 e arriva alla metà degli anni 90 e racconta quello che è stato il Castrismo e il perché Cuba è decaduta dopo il periodo della “Via del Rum” durante il quale l’isola ha conosciuto un periodo di crescita. La difficoltà che ho incontrato in questo ultimo libro, rispetto agli altri, è stata la scarsità di eventi storici. La cosa incredibile, è che in origine, quando ho iniziato a scrivere “Zafra” (il primo libro della trilogia, ndr), non avevo assolutamente la minima intenzione di romanzare la storia di Cuba. Doveva solo essere la storia del mio bisnonno Turi (Turi, da Turiddu, versione siciliana di Salvatore, ndr), che arruolato nei bersaglieri ha fatto la Terza Guerra d’Indipendenza italiana, poi ho preso tutt’altra direzione e ispirazione e la trilogia ha seguito tutta un’altra trama e tutt’altri personaggi che con la mia famiglia non hanno più avuto nulla a che fare”.
Gulisano fa partire la saga familiare dei Riela nel 2013 con il romanzo “Zafra”, calato nella seconda metà dell’800, che prosegue con “La Via del Rum” ambientato nella prima metà del ‘900 e termina con l’ultimo romanzo storico che sigilla il lungo percorso compiuto dallo scrittore sulla storia dell’isola caraibica, da colonia spagnola durante il dominio della regina Isabella basato sullo schiavismo e sulle coltivazioni della canna da zucchero e del caffé, passando per le lotte dei creoli per l’indipendenza dalla corona, alla guerra del 1898 tra Spagna e Stati Uniti vinta da questi ultimi grazie ai quali nel 1901 nasce la Repubblica Cubana.
Le vicende dei discendenti del capostipide Turi proseguono, si intrecciano e si dipanano con l’arricchimento dell’isola durante la I Guerra Mondiale grazie alla produzione dello zucchero e, negli anni 20 durante il proibizionismo, con la produzione del rum, alla trasformazione di Cuba negli anni 30 e 40 nella patria del gioco d’azzardo e della prostituzione complici i legami tra l’ex sergente maggiore Fulgencio Batista e la mafia americana di Mayer Lansky. Si legano con la Rivoluzione di Fidel Castro, Che Guevara e Camillo Cienfuegos, la Guerra Fredda, l’influenza sovietica con l’insediamento di un regime comunista, l’esodo di migliaia di cubani negli Stati Uniti, fino alla caduta del Muro di Berlino e il successivo Periodo Especial degli anni 90. Il tutto fra speranze, illusioni, intrecci criminosi, rivolte di popolo e tradimenti.
Una trama che ha veramente comportato una lunga ricerca storiografica. Ma perché proprio Cuba?
“Innanzitutto – risponde Alberto Gulisano – la storia mi ha sempre appassionato. L’interesse per Cuba è venuto fuori per caso, nel senso che alla fine degli anni 90 avevo un amico, Gianfranco Bettinazzi che purtroppo non c’è più. Era un comunista e spesso ci confrontavamo. Il bello è che riconosceva determinati errori e mi diceva: “Sì, hai ragione”. Gianfranco mi parlava sempre di Cuba, dicendomi che era un posto fantastico e così alla fine mi venne la curiosità di visitare l’isola. Inizialmente il mio interesse fu turistico. La prima volta che andai fu nel febbraio 1999. Arrivai a L’Avana e rimasi colpito dal suo fascino. E’ una città unica al mondo. Poi dopo qualche anno sono tornato con Lucia e con lei abbiamo fatto il giro dell’isola in auto. Essendo stata una colonia, risente dell’architettura spagnola con in più il discorso dei colori e della contaminazione delle altre culture. C’è anche uno stile veneziano e case sul modello orientale”.
E così la passione per Cuba dell’amico Bettinazzi ha finito per contagiare anche Gulisano che ne è diventato un grande esperto.
“Cuba – afferma – ha avuto diverse occasioni per migliorare le proprie condizioni economiche e sociali. L’ultima è stata l’apertura al turismo che stava portando un po’ di benessere. Poi il Covid ha interrotto il trend, ma invece di impiegare quel tempo morto per fare le manutenzioni a tutte le centrali elettriche che oggi sono in continuo black out per mancanza di pezzi di ricambio e di carburante dopo l’invasione statunitense del Venezuela che riforniva L’Avana di petrolio a prezzi calmierati, si è preferito costruire alberghi di lusso ed extra lusso, ora semideserti o deserti”.
Ombretta T. Rinieri
Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 6 marzo 2026 a pag.57
