(II parte, continua)
ARESE – Tra la seconda metà di luglio e l’agosto 2010, Ccsa e Intese sono costretti a collaborare insieme dall’amministrazione comunale e a Fondazione Arese Cultura e Sport.
Il Ccsa si sente tradito perché la lettera firmata dall’assessore allo sport Domenico Congedo e dal sindaco Gianluigi Fornaro che garantiva alla polisportiva la possibilità di continuare a gestire lo sport anche per la stagione 2010-2011 si era dimostrata carta straccia, ma deve ugualmente fare buon viso e cattivo gioco nella speranza di far continuare a lavorare i suoi istruttori e giocare le varie sezioni.
In particolare, all’inizio, Giovanna Anoia della pallavolo vedeva nei progetti utopistici promessi dal presidente di Facs Pierluigi Pogliani e da Intese di costruire palazzetti per lo sport la sostanziale realizzazione di quello che il centro aveva bisogno.
D’altra parte, fino al 31 agosto 2010, era ancora vigente la convenzione Facs-Ccsa per cui Intese, che voleva entrare prima possibile nel centro, doveva fare a sua volta i conti con il Ccsa. A tenere i contatti in quei giorni con il procuratore di Intese Alessandro Chiappini sono per la polisportiva la vice presidente Giovanna Anoia e il direttore generale Alfredo Malingambi.
“Concedemmo di entrare negli impianti il 1° agosto – rivela Malingambi – perché ci dissero che dovevano iniziare i cantieri altrimenti non si sarebbe fatto in tempo per la prossima stagione”. “Firmammo il verbale di riconsegna il 31 agosto – si riallaccia Anoia – proprio perché era stato dato solo l’ingresso al centro sportivo e non la gestione dell’attività sportiva. Come vice presidente del Ccsa (il presidente Sabatino Buonaccorsi era all’estero in vacanza, ndr) concessi l’entrata per iniziare i lavori di riqualificazione della piscina perché altrimenti non saremmo potuti partire nella stagione natatoria e della palestra, perché essendo cambiate le regole del campo di basket dovevano essere rifatte tutte le righe sul parquet”.
“L’8 settembre – ricorda Malingambi – Buonaccorsi, in disaccordo per una gestione dello sport ad Arese basata sulla logica del profitto e del business, si dimette e prevede la fine del Ccsa tradito nelle sue originarie finalità, così come era stato impostato e gestito dal 1966 a oggi”.
Il consiglio direttivo del Ccsa si spacca tra coloro che vogliono firmare l’accordo con Intese per la gestione dello sport all’interno del centro sportivo e chi non lo é. Su 17 membri, solo tre sono contrari. Anoia, che nel frattempo si era ricreduta sulla bontà dell’operazione, è fra questi.
“Da lì praticamente abbiamo remato a braccio – dice con rammarico Anoia – tentando ognuno di tutelare quello che era il proprio ambito per evitare di arrivare allo sfascio”.
Il 9 settembre si tiene il primo incontro formale tra amministrazione comunale, Intese, Facs e Ccsa.
“Fornaro – ricorda Malingambi – disse che l’amministrazione comunale si trovava a dover dare soluzione a 540mila euro di debiti Facs, 170mila Ccsa e 360mila per lavori straordinari e che la soluzione era arrivata attraverso la manifestazione d’interesse alla quale Intese aveva risposto”.
Il programma di attività sportive per la stagione 2010-2011 presentato dal Ccsa il 1° settembre diventa la base della bozza di un “Contratto di collaborazione e cooperazione sportiva nel centro sportivo”, che sarà poi approvato dall’assemblea dei soci della polisportiva il 16 dello stesso mese.
“L’accordo, che non venne mai firmato, prevedeva – continua Anoia – che noi non pagavamo nessun affitto, che loro si sarebbero stornati dalla quota corso che incassavano il 5 o 10% secondo l’attività sportiva e che ci avrebbero girato il 90-95% del resto della quota corso. Io decisi che finché non ci fosse stata la firma sull’accordo non avrei autorizzato i miei atleti a pagare: sarebbe stato come dare lo stipendio a un’altra persona e rimanere senza soldi per allenatori, tasse e gare. Con che cosa li avrei pagati se poi non ci venivano restituiti i soldi?”.
“Il 17 settembre Francesco Salamone – ricostruisce Malingambi – responsabile della sezione nuoto, rassegna le dimissioni, poiché Intese e Arese Sport si sono assegnate unilateralmente la gestione di tutte le attività natatorie e perché gli istruttori, preoccupati per il proprio futuro, hanno accettato di passare a Intese. Il 22 dello stesso mese il tesoriere Guido Demetrio diventa presidente del Ccsa. Imputando al Demetrio di essersi asservito a Intese passandogli gli andamenti delle sezioni del Ccsa e l’analisi dell’attività della polisportiva coi dettagli di ore, costi, margini, numero partecipanti e istruttori, mi sono dimesso da direttore generale del Ccsa”.
Ombretta T. Rinieri
‘Il Notiziario’ – 3 febbraio 2012 – pag. 70
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