Conferenza Osce alla Camera: Presentata ricerca Istat su “Sicurezza delle donne”

Il femminicidio, emergenza internazionale, tragico epilogo di un continuum di violenze
L’azione di contrasto del governo Meloni

ROMA – Secondo gli ultimi dati dell’organismo internazionale Un Women e dell’ Unodc, l’ufficio Onu contro la droga e il crimine, nel 2023 siano state uccise nel mondo 85mila donne e ragazze. Di queste, circa il 60% è stato assassinato da partner o da familiari, ossia 140 donne al giorno, una ogni 10 minuti sono state vittime di femminicidio, l’omicidio intenzionale di persone di sesso femminile.

Il trend, allarmante, è stato alla base della discussione il 21 novembre scorso alla “Conferenza Internazionale contro il femminicidio” indetta dall’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) tenutasi in Italia, al Dipartimento delle Pari Opportunità della Camera dei Deputati. Durante i lavori,  inaugurati dalla Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, e dal Segretario Generale dell’Osce, Feridun H. Sinirlioğlu, con la partecipazione di rappresentanti di  Paesi Ue, Osce, Onu e del Consiglio d’Europam si è preso atto di come il fenomeno sia alimentato da “rapporti di potere impari tra donne e uomini e da strutture patriarcali profondamente radicati, da norme dannose e da una tutela legale inadeguata per vittime e sopravvissute” e quindi della necessità di rafforzare la prevenzione dell’omicidio sistematico del genere femminile promuovendo leggi di contrasto da una parte e promuovendo cambiamenti sociali e culturali dall’altra.

In particolare, l’Osce promuove dal 2004 un Piano d’azione per prevenire tutte le forme di violenza di genere. A tal fine vengono raccolti nei vari Paesi aderenti dati disaggregati volti ad monitorare il fenomeno per poterlo analizzare, contrastare e definirlo giuridicamente. A questo proposito il Programma Osce per le “Questioni di Genere ha presentato a marzo di quest’anno nel corso dell’evento congiunto con Italia e Cipro a margine della 69esima Commissione Onu sulla Condizione Femminile, lo studio “Trends in Addressing Femicide in the OSCE Region”,  che offre una panoramica completa degli sviluppi all’interno degli Stati partecipanti.

Il femminicidio è la fine tragica della vita di una donna per mano di un uomo. Ma le donne sono anche vittime di un continuum di violenze che possono partire dai maltrattamenti domestici all’aggressione sessuale, dalla violenza psicologica alla violenza economica, da un atteggiamento possessivo al controllo punitivo dell’autonomia.

 

La violenza contro le donne: i dati Istat della III Edizione sulla “Sicurezza delle Donne”

Nel corso dell’evento internazionale alla Camera dei Deputati , il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli ha presentato i risultati della III edizione dell’indagine sulla “Sicurezza delle donne2025 (le precedenti sono state condotte nel 2006 e nel 2014) che quest’anno ha preso in esame anche il cosiddetto “sommerso”, casi in cui le vittime non hanno mai parlato.

Dall’indagine, che ha coinvolto tra marzo e agosto 2025 circa 17.500 donne italiane tra i 16 e i 75 anni, è emerso che 6,4 milioni sono state vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita (31,9%), circa 3 milioni e 764mila di violenza fisica (18,8%), 4 milioni 689mila violenza sessuale (23,4%) di cui le più gravi di stupro ha coinvolto 773mila donne (3,9%) e il tentato stupro 622mila (3,1%). Seguono i rapporti sessuali degradanti e umilianti (1,6%). Il 26,5% è vittima di uomini al di fuori della coppia, come parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti.

Relativamente alle dinamiche di coppia, 2.049.537 donne (18,9%) ha subito violenze fisiche o sessuali da ex partner e 417.194 (2,8%) dai partner con cui sono in coppia. Del 63,8% degli stupri, l’aggressore è per il 59,1% l’ex partner, il 4,7% quello attuale, il 19,4% un conoscente, 10,9% un amico e il 6,9% un estraneo.

I tentati stupri, oltre a quelli subiti da parte dell’ex (29,9%), sono perpetrati da conoscenti (24,1%), estranei (17,2%), e amici (13,4%).

Nell’1% delle donne abusate perché sotto l’effetto di droghe o alcool, è ancora l’ex partner nel 38,9% dei casi ad abusare, nel 35,3% un conoscente, nel 23,4% un amico e nell’8,3% uno sconosciuto.

Del 19,2% delle donne che ha subito molestie sessuali, per il 58,7% dei casi è stato per mano di uno sconosciuto e nel 19,5% da parte di un conoscente.

L’11% delle donne del campione sono state minacciate di essere colpite fisicamente, il 10,5% sono state spinte, strattonate, afferrate, è stato loro storto un braccio o sono stati loro tirati i capelli, il 5,6% è stata colpita con oggetti e una quota del tutto analoga è stata schiaffeggiata, presa a calci, pugni o morsi; meno diffusi l’uso o la minaccia di usare pistola o coltelli (1,6%) o il tentativo di strangolamento o soffocamento e ustione (1,6%).

Alle violenze fisiche e sessuali si aggiungono gli atti persecutori, lo stalking, prevalentemente attuati al momento o dopo la separazione dagli ex partner (14,7%) sia al di fuori della coppia che da parte di altri autori (9%).

Subisce violenza psicologica il 17,9% (3,5% dal partner, il 27,9% dall’ex partner)  Il 12,6% segnala controllo, il 10,6% grave isolamento, il 9,6% violenza verbale e svalorizzazione, l’8,8% minacce e intimidazioni.

Il 6,6% delle donne subisce violenza economica, ossia impedimento a conoscere il reddito familiare, avere carte di credito/bancomat, usare il proprio denaro o lavorare. Il 53,6% non ha reddito, il 42,4% non si considera indipendente economicamente, il 35,4% non ha potere di scelta sulle decisioni economiche e finanziarie.

3,1 milioni (15,5%) sono vittime stalking (atti persecutori), prevalentemente attuati sia al momento o dopo la separazione dai partner (14,7%), sia al di fuori della coppia da parte di altri autori (9,0%).

Il 19,6% dei figli hanno subito direttamente violenza. Il 62,1% ha assistito alle violenze ripetute nella coppia che hanno provocato in loro ansia e paure eccessive (40,0%), irrequietezza (28,0%), difficoltà ad addormentarsi e frequenti risvegli notturni (18,6%), disturbi dell’alimentazione (11,0%).

 

L’azione del Governo Meloni contro i femminicidi

Il contrasto alla violenza contro le donne e le ragazze è diventata una priorità anche in Italia. Il 7 marzo 2025 il Governo Meloni ha approvato un Ddl, attualmente all’esame del Parlamento, che introduce nel codice penale il reato di femminicidio secondo cui:

Chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali è punito con la pena dell’ergastolo”.

Ombretta T. Rinieri

Fonti:    Istat

 

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