
ARESE – Ha riaperto dopo nove mesi dall’incendio scoppiato nella serata dello scorso 20 febbraio che lo aveva completamente distrutto, l’ambulatorio della veterinaria Roberta Lovagnini. Sabato 15 novembre, circondata dall’affetto di parenti, amici e clienti la dottoressa ha inaugurato i locali ristrutturati.
La distruzione dell’ambulatorio in via Degli Orti ha da subito mobilitato un gran numero di persone che rispondendo all’appello lanciato sulla piattaforma “gofundmi.com”, hanno donato una cifra complessivamente pari a 16.050 euro, il novanta per cento dell’obiettivo rispetto al traguardo dei 18mila euro. Naturalmente il costo della ristrutturazione è stato più alto ed è ancora in corso di definizione.
“Fortunatamente ce l’abbiamo fatta, – ha raccontato al “Notiziario” sabato Roberta Lovagnini – abbiamo ripreso. Pur mantenendo la situazione com’era, abbiamo rimodernato un pochino. Sul costo complessivo della ristrutturazione stiamo facendo ancora i calcoli in quanto abbiamo fatto un po’ alla volta prendendo qui e là. Ma questa giornata l’ho voluta soprattutto per ringraziare tutte le persone che mi sono state non vicine, vicinissime, donandomi un importo importante grazie al quale per esempio sono riuscita a riacquistare l’apparecchiatura radiologica e alcune altre cose”.
E’ stato accertato che a causare l’incendio è stato lo scoppio della batteria del computer. Quindi nessuna bottiglia incendiaria lanciata contro le vetrine per vendicarsi di qualcosa come alcune voci diffuse in città avevano millantato.
“Praticamente – ha spiegato Lovagnini– durante il giorno io uso il pc e quella sera avevo lasciata la batteria attaccata alla presa per poterla ricaricare. Invece mi hanno spiegato che va sempre staccata. Purtroppo è andata in sovraccarico e ha preso fuoco incendiando prima la scrivania in legno su cui era appoggiato il computer e da lì tutto si è propagato distruggendo tutto l’ambulatorio”.
Allertati dai condomini del palazzo, sul posto sono giunti i vigili del fuoco, i carabinieri, un’ambulanza e un’automedica.
Passati i mesi lavorando a domicilio, ora Roberta Lovagnini riparte con l’attività ambulatoriale. Ricostituite completamente la sala chirurgica con tavolo operatorio, concentratore di ossigeno, anestesia gassosa, lampada scialitica e i vari strumenti necessari a operare e l’area ricevimento con altrettanto tavolo per gli animali e la scrivania, di nuovo d’epoca.
“La scrivania in legno andata distrutta era di mia nonna – ha spiegato Roberta Lovagnini – ora ho quella di mia zia e ciò mi ha consentito di mantenere un legame affettivo che può stupire, ma che per me è importante. Non ho un vero e proprio ricovero per gli animali. Avevo una gabbia dove tenevo qui qualche volta qualcuno di essi in cura. Quella sera c’era un gatto, ma fortunatamente era andato via due ore prima. Quindi è andata bene da questo punto di vista e anche le persone che sono scese dopo perché dormivano e non si sono neanche svegliate, quando sono scese, c’era giù l’ambulanza, che ha controllato loro la pressione”.
Ombretta T. Rinieri
Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 21 novembre 2025 a pag. 58
