Storia Alfa Romeo. Incontro Alfa Sport su Ugo Gobbato

Primo direttore generale Iri dell’Alfa Romeo tra il 1933 e il 1945 successe nella guida del Biscione a Prospero Gianferrari,  che gestì la fabbrica milanese tra il 1929 e il 1933 dopo le dimissioni del fondatore Nicola Romeo e del suo gruppo dirigente. Gobbato non si iscrisse mai al partito fascista e stando a molte testimonianze si adoperò dopo l’8 settembre 1943 nell’evitare la deportazione in Germania degli operai e nel salvare l’azienda.  Nell’aprile ’45 fu sottoposto a giudizio dal Tribunale del Popolo e assolto ma fu lo stesso giustiziato da un commando di partigiani rimasto poi impunito

ARESE – BOLLATE  – Il 16 novembre 2025 il Club Alfa Sport  ha organizzato al ristorante Centoundici di Bollate una conferenza sulla figura di Ugo Gobbato, il primo dirigente Iri al comando dell’Alfa Romeo dal 1933 al 1945.

Relatori,  il  biografo Marino Parolin (concitadino di Gobbato), Elvira Ruocco per tanti anni responsabile del Centro di documentazione dell’Alfa Romeo, Marco Fazio, laureato in archeologia industriale, anch’esso responsabile dell’archivio storico per molto tempo e oggi insieme a Stefano Agazzi alla direzione dell’ufficio Heritage Stellantis e Lorenzo Boscarello di Aisa, l’associazione italiana per la storia dell’automobile. L’incontro, moderato dal presidente del Club Alfa Sport Gianluca Cavalca, ha registrato la presenza discreta in uditorio di alcuni familiari del dirigente veneto.

Diciotto. Questo è il numero dei nipoti di Ugo Gobbato. All’evento del Club Alfa Sport, confusi fra i presenti,  in posizione del tutto defilata rispetto alle prime seggiole della platea, sedeva  Dianella Gobbato che presa alla sprovvista dalla sollecitazione di Gianluca Cavalca di dire due parole, un po’ si è schernita: “Gianluca mi ha colto di sorpresa – ha infatti detto Dianella Gobbato – io porto questo nome così importante e mio  fratello è Ugo Gobbato, perché a  noi due sono stati dati dai nostri genitori i nomi dei nostri  super nonni e qui presente c’è anche un bisnipote, Edoardo, nipote di Pier Ugo, figlio di Ugo Gobbato. Noi siamo diciotto nipoti e siamo un po’ sparsi. Ogni tanto ci vediamo in queste occasioni con il dottor Marino Parolin e scopriamo sempre qualcosina di nuovo su nostro nonno che non conoscevamo ed è un vero piacere. Grazie”.

Abbiamo volutamente organizzato questa giornata – ha detto il presidente di Alfa Sport Gianluca Cavalca, prima di chiamare i relatori per omaggiarli di un pensiero personale a loro dedicato da parte del Club alfista – per ricordare Ugo Gobbato  fuori da strumentalizzazioni politiche, sempre molto semplice fare di queste cose, perché grazie alle testimonianze storiche raccolte su di lui, pensiamo sia stato un valore aggiunto per l’Alfa Romeo”.

Credo che Ugo Gobbato –  ha sottolineato Boscarello – abbia insegnato che la fabbrica oltre a essere un’industria automobilistica è una famiglia. E’ lo stesso concetto che Aisa condivide con Alfa Sport, che non va in cerca di numeri a go go perché capace di far sentire i suoi soci in famiglia sempre pronta a riunirsi, come qui oggi”.

Ugo Gobbato – ha aggiunto Marino Parolininsegnava a lavorare, insegnava ad amare.  Fu strappato alla famiglia, agli amici e collaboratori in maniera crudele e vile. Ma con quella sua morte, avvenuta  in silenzio pur fra tanti clamori,  e  in desolata solitudine fra tanta folla fluttuante, in una sua frase ci ha lascito un monito:

Si può scomparire pur rimanendo vivi. Ci si può  allontanare per i sentieri senza fine dell’eternità pur restando vicini. Per far questo, però, bisogna aver vissuto  da maestro”.

Ombretta T. Rinieri

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Gobbato post era Gianferrari tra auto e aerei

 

 

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