SALUTE – Avviato il progetto “AreseCardioProtetta” con corsi di massaggio cardiaco e installazione dei Dae
ARESE – State cenando in famiglia e improvvisamente vi sentite male e collassate. I parenti intorno a voi vanno in panico, cercano di rianimarvi ma non ci riescono. Chiamano il 118. I minuti in attesa dell’ambulanza paiono infiniti. Intanto voi siete in arresto cardiaco. Cinque, dieci minuti senza massaggio cardiaco e vi viene a mancare l’ossigeno al cervello. Oltre potete morire.
In Italia ogni anno su circa 60mila episodi di questo tipo, oltre la metà si verifica in presenza di persone e un terzo si verifica in luoghi pubblici. Essere in grado di intervenire nell’attesa dei soccorsi, avere nei paraggi un defibrillatore automatico esterno e saperlo utilizzare può salvare la vita alla persona in arresto cardiaco.
Ad Arese per iniziativa della Fraternita Misericordia è partito il progetto “Arese CardioProtetta”, che ha l’obiettivo di diffondere nei condomini e nei villaggi aresini i Dae, formando contestualmente al loro interno gruppi di residenti in grado di intervenire con il massaggio cardiaco e o con il defibrillatore, in modo tale da creare una rete di primo soccorso integrata con il 118 gestito da Areu, l’Agenzia regionale di emergenza e urgenza. Fra i “Plan”, uno dei più importanti ha già aderito al progetto.
Ne parliamo con i volontari della Misericordia: Walter Ripamonti, Ideatore del progetto, il governatore Elio Di Leo, il direttore generale Rossano Carrisi e il formatore regionale Enrico Bordoni.
“Noi vogliamo instillare la cultura del soccorso. Corsi e defibrillatori – spiega Carrisi – sono censiti da Areu che ci fornisce un codice con cui siamo abilitati a formare le persone del condominio. Un defibrillatore costa al condominio millecinquecento euro comprensivo di sistema di sicurezza (teca e totem) per tenerlo chiuso”.
“Il supporto di Misericordia – continua Di Leo – è quello di addestrare le persone a eseguire il massaggio cardiaco e all’utilizzo del Dae per tutto quello che è il primo intervento. Poi eseguiremo per conto del Comune la mappatura dei Dae pubblici”.
Si prevede che per arrivare a una buona rete di assistenza, “Arese CardioProtetta” abbia bisogno di un tempo di almeno due o tre anni, necessario a diffonderne la cultura fra gli amministratori condominiali e i residenti.
“Il corso di addestramento – spiega Walter Ripamonti – viene impartito a un minimo di quattro e a un massimo di sei persone oltre all’istruttore. Mettiamo che in una palazzina vi siano trenta persone disponibili a frequentare il corso, si formeranno cinque gruppi da sei persone con cinque istruttori. Fisicamente i corsi si potranno tenere in spazi condominiali come le sale riunioni laddove abbiano le idonee caratteristiche o anche da noi in sede. Noi facciamo i corsi anche nelle aziende, nelle scuole, nelle aule. Si decide a seconda del palazzo, del condominio, delle persone, degli spazi che ci sono”.
Il defibrillatore ha una voce che guida il soccorritore sul dare o no la scossa. Può essere infatti che la persona incosciente non sia in realtà in un vero e proprio arresto cardiaco. In questo caso si deve praticare il massaggio cardiaco, una manovra che necessita di una certa forza e resistenza.
“Il fatto che il defibrillatore decida lui di erogare o meno la scarica – spiega Enrico Bordoni, soccorritore della Misericordia e istruttore regionale – è perché lui fa una specie di elettrocardiogramma molto veloce e legge come sta andando il cuore, che può essere non del tutto fermo. Ci sono anche dei casi in cui la scossa non risolve il battito irregolare e quindi lui dice: Io non la erogo, perché non servirebbe a niente. Un battito molto irregolare non è sufficiente a mantenere l’organismo attivo, ma non si può risolvere con la scossa, perché ci sono alcuni battiti irregolari che la scossa non può sistemare. La differenza tra massaggio cardiaco e defibrillatore è che il defibrillatore se c’è un problema risolvibile con la scossa lo risolve. A volte serve anche più di una scossa. La scossa è talmente forte che si porta via l’attività elettrica irregolare e il battito cardiaco torna regolare. Mentre il massaggio cardiaco è di per sé fondamentale perché manda in circolo il sangue che il cuore non sta mandando in quanto in quel momento il movimento è troppo irregolare. Il massaggio cardiaco è la prima cosa, ma da solo non può far ripartire un cuore che si è fermato. Per quello serve il defibrillatore. Senza massaggio cardiaco, da quando il cuore si ferma a quando il cuore non può ripartire, senza defibrillatore mediamente passano dieci minuti. Con il massaggio cardiaco fatto in modo efficace si arriva fino a venti – venticinque minuti di tempo. Tenendo conto che un’ambulanza mediamente ci mette dieci minuti di tempo per arrivare, anche se fosse molto vicina, il soccorso tempestivo allunga il tempo dell’intervento. Poi vi è la qualità dell’intervento: un cuore che si ferma dopo cinque minuti il defibrillatore lo fa ripartire. Ma cinque minuti senza massaggio cardiaco comporta mancanza di ossigeno al cervello. Le cellule cominciano a morire e magari la persona si sveglia, apre gli occhi, ma non riconosce più i parenti. O non ha più la parola. O non cammina più. Quindi, in attesa dell’ambulanza, sono fondamentali entrambi: massaggio cardiaco e o defibrillatore”.
Il progetto della Misericordia è sostenuto anche dal Rotary di Garbagnate.
Ombretta T. Rinieri
Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 31 ottobre 2025 a pag. 58
Leggi anche:
Pronta la nuova sede per la Misericordia
Chi era Ivana Bristot Martinenghi
“Ivana è nei nostri cuori per sempre”
La Misericordia ha festeggiato 40 anni di vita
40esimo Misericordia. Il saluto dell’arcivescovo di Milano, Mario Delpini
40esimo Misericordia. Premiati i volontari
40esimo Misericordia. Le volontarie: “Lasciare il mondo un po’ meglio di come lo si è trovato”
40esimo Misericordia. Da soccorso urgenza a protezione sociale
40esimo Misericordia. I riconoscimenti della Politica ai volontari del sistema soccorso urgenza
40esimo Misericordia. Le realtà del soccorso urgenza in Italia
Il volontario che ti salva la vita ha 23 anni
Benemerenze. Prima edizione aresina
Misericordia: la Regione premia tre volontari per i loro 40 e 25 anni di servizio
Rossano Carrisi, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Rossano Carrisi premiato con la “Rosa Camuna 2025”
Oggi Open Day Misericordia in Piazza 11 Settembre
