Festa per il 50° del Gruppo Scout di Arese

EVENTO – Oltre 500 persone a celebrare l’anniversario con i ragazzi di Baden Powell

ARESEFesta grande sabato 13 e domenica 14 settembre per gli scout di Arese nel 50esimo del loro anniversario di fondazione del gruppo. Nati nel 1975 nel segno dell’Agesci che degli scout è il gruppo cristiano cattolico italiano,  in tutti questi anni si sono formati alla pedagogia di Robert Baden Powell generazioni e generazioni di ragazzi.

Ne parliamo con Paolo Bassoli, cinquant’anni, sposato dal 2002, padre di tre figli, che insieme a Michela Bernardelli e a Gloria Furlani fa parte dei capigruppo  degli scout aresini. Indossata la divisa azzurra-blu dello scautismo a otto anni, tappa dopo tappa ha seguito tutto il percorso che parte dai ‘lupetti’ fino agli 11 anni, prosegue con  il ‘reparto’ dai dodici ai 16 e arriva ai Rover (maschi) e Scolte (femmine)  dai 17 ai 20-21 anni. Ogni gruppo ha il suo capo: il capo branco, il capo reparto, il capo clan. E infine capigruppo. Bassoli  lo è diventato al suo rientro nel 2021 dopo aver lasciato alla nascita del terzo figlio, nel 2011.

 

Ma cosa vuol dire essere scout e come si continua a esserlo anche con una famiglia?

“Gli scout – spiega Paolo – basano il loro percorso su quattro punti elaborati da Baden Powell che parlano di formazione  del carattere, salute e forza fisica, ambiente e abilità, e  servizio nel prossimo. A queste quattro dimensioni l’Agesci aggiunge la parte di fede cristiano cattolica. In tutte queste dimensioni, ognuno può trovare il proprio servizio. L’obiettivo non è una cosa particolare. È stimolare una scelta di servizio a secondo le caratteristiche di ogni persona. Lupetti ed esploratori non fanno volontariato. Si inizia col reparto in una dimensione d’avventura: si vanno a pulire i boschi, si raccoglie la legna eccetera. Mentre a rover e scolte viene chiesto di dedicare durante la settimana del tempo a un loro servizio che può essere per esempio andare ad aiutare in canile o stare con gli anziani. I capigruppo non fanno i campi estivi dove si sta fuori molti giorni e quindi anche con una propria famiglia è fattibile. I capigruppo stendono il progetto educativo che ha una validità di più  anni, è basato sulla realtà territoriale del Gruppo e intercetta i punti  del nostro fondatore.  L’obiettivo è volto a far sì che le persone acquisiscano una loro  consapevolezza affinché continuino a fare nella loro vita  un servizio che spesso è di entrare in associazioni di volontariato”.

Il Gruppo di Arese conta 125 scout censiti con un’età che va dagli otto anni ai venti. Fa parte della zona Ticino-Olona che comprende gruppi di Saronno, Busto Arsizio, Magenta, Corbetta, Turbigo, Legnano, Barbaiana Rho fino a Bollate e Baranzate. Durante l’anno,   i vari gruppi della zona si ritrovano per età, quindi lupetti con i lupetti, reparto per reparto, clan con clan in eventi comunitari che arrivano anche a seicento ragazzi che si ritrovano per più giorni.

Il 50esimo di Arese ha avuto una dimensione  cittadina e una dimensione  più di gruppo.  Nella prima, i lupetti hanno  rifatto sabato alcuni murales  sul muro  di cinta dell’oratorio Don Bosco affacciato su piazza 11 Settembre di via Kennedy.  Il reparto ha  costruito con del legno di recupero dei giochi di strada segando assi, avvitando , incollando, tagliando utilizzati domenica nei giochi su piazza Dalla Chiesa. Il clan ha costruito nel cortile del Mac il pennone dell’alzabandiera che segna sempre all’alba l’inizio e al tramonto la  fine delle giornate scout con l’alza e l’ammaino delle bandiere italiana, europea e Agesci.  

La dimensione di gruppo li ha visti sabato fare il campo all’oratorio di “Santa Maria Aiuto dei Cristiani”, cenare lì tutti assieme e fare un fuoco di bivacco. I bambini dormire al coperto e i più grandi in tenda e sacco a pelo nel prato dell’oratorio. Riuniti domenica alla messa delle 10  che hanno animato con canti e intenzioni.

Non ne perdete nessuno per strada?

Ne perdiamo tantissimi per strada,  – risponde Paolo Bassoli – sarebbe bello arrivare tutti alla ‘partenza’, cioè il momento in cui una persona  motiva e matura una scelta. Ognuno prende dallo scoutismo il suo seme che poi germoglierà in altre cose. Alla nostra Festa abbiamo avuto la testimonianza di tante persone, che pur non avendo fatto tutti i passi, comunque sono rimaste  attaccate al Gruppo. Ovviamente in cinquant’anni le persone sono state infinitamente di più delle circa cinquecento che ci hanno accompagnato il 13 e il 14 settembre”.

E allora ragazzi, zaino in spalla e via all’avventura della vita sana e nobile.  

Ombretta T. Rinieri

Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 26 settembre 2026 a pag. 59

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