L’anniversario ricordato con un convegno e una targa dedicata ai pionieri dello “Studio di Fonologia”
MILANO – Settant’anni fa nasceva alla Rai di Milano da un’idea dei musicisti e compositori Bruno Maderna e Luciano Berio il primo “Studio di Fonologia” in Italia. Progettato dal fisico Alfredo Lietti con nove oscillatori e gestito dal tecnico del suono Marino Zuccheri, il laboratorio ha fatto la storia della musica elettronica. Al quinto piano di corso Sempione sono passati artisti della musica sperimentale come John Cage e scrittori come Umberto Eco. Il 14 giugno scorso un convegno in Rai con anche le maestranze riunite dell’epoca e una targa ne hanno celebrato Rai l’anniversario.
I racconti, accompagnati da video, audio, interviste, documenti d’archivio e immagini hanno reso omaggio agli ideatori e protagonisti del primo laboratorio del suono in Italia, pionieri della musica elettronica del ‘900. In particolare è stata ricordata la figura di Marino Zuccheri, che come ‘artigiano del suono’, era in grado di riconoscere e manipolare le tracce sul nastro magnetico, utilizzare gli oscillatori, lo spettrometro, dire cosa era possibile e cosa no e fino a dove si poteva arrivare per costruire una nuova figura. Era uno studioso preciso, affidabile, disponibile e infaticabile. Umano nella comprensione e nella partecipazione. Con lui, il tecnico del suono non era più un esecutore tenuto a parte. Era capace di realizzare attraverso i macchinari le idee di Maderna e Berio e poi anche di Luigi Nono. Un lavoro abbastanza complicato e, diciamolo, anche pericoloso per i timpani dato la tipologia dei suoni sinuidali. Le composizioni ottenute utilizzate alla radio di sottofondo alla lettura di romanzi di prosa, negli spettacoli teatrali, per creare sigle televisive, film o nelle esibizioni d’orchestrali.
Lo Studio di Fonologia, nacque nel giugno 1955 e costituì il terzo polo della musica elettronica europea dopo Parigi e Colonia, ma, in realtà, i primi esperimenti montati si sono tenuti l’anno prima. Al convegno, un attore ha recitato “Ritratto di Città studio di rappresentazione radiofonica”, un racconto sul risveglio di Milano alle prime luci dell’alba con i momenti scanditi dai rumori delle azioni che via via si andavano elencando.
“Ritratto di città” è il primo lavoro di musica elettronica che sia stato realizzato a Milano e forse in Italia. Fu creato in un breve arco di tempo lavorando 24 ore su 24 in un normale studio radiofonico, che la Rai aveva rinforzato con dell’apparecchiatura di fortuna estratta dai suoi laboratori tecnici per modificare dei suoni già raccolti attraverso un microfono. La voce recitante era quella di Katy Barberian, che allora non era ancora quella cantante famosa e importante che è oggi, che modificò il timbro per istono al fine di dare un’impressione di molteplicità di voci. All’interno del lavoro, si ha un primo trattamento di voce: la sequenza cosiddetta dell’adrenalina, in cui si ha quell’’Ave Maria’ che viene recitata da persone apparentemente diverse, con timbri diversi. Mentre in realtà è sempre la stessa persona Barberian. Un effetto inedito per un pubblico ascoltatore abituato alla musica melodica.
“Ritratto di Città” appartiene alla preistoria dello Studio di Fonologia che ha mescolato suoni urbani e musica elettronica. Il lavoro partecipò fuori concorso al ‘Premio Italia 1955’ come dramma sperimentale allo scopo di dimostrare ai vertici Rai le possibilità foniche dei mezzi tecnologici.
Di seguito un estratto di “Ritratto di Città“:
“… ad ogni nuovo risveglio del mattino la città si ritrova tutta improvvisamente con sorpresa coperta dal silenzio. I grandi portoni scuri delle case popolari e della pensione compiacente si sono appena chiusi già quasi senza rumore dietro la bicicletta assonnata dell’ultima guardia notturna. Allora sulle strade miracolosamente deserte della città addormentata scende l’attesa..(musica). Ecco fantasma di una remota campana, il silenzio con piccoli passi di gatto percorre Milano…. di ogni voce (voci), anche il senso e il peso e la dimensione della sua terribile esistenza sonora (suono di campane) sul pulsare segreto … del suo ritmo biologico in attesa fin quasi a spezzarsi in un’unica particella dell’aria, la città aspetta (rumore del tram sulle rotaie, rumore del tram che frena alla fermata, suona la campanella e riparte)…Verdi strutture sonore e riflessi incancellabili di case e di sogni (rumori di sottofondo della città che si sveglia, rumori di artigiani che lavorano, trapani, ecc.). Vuote ambizioni preparano nel cuore dell’ingranaggio l’esaltante clamore della nuova giornata (rumori di clacson, di traffico stradale …).
La storia dello Studio di Fonologia Rai di Milano è avviata. Dai racconti di Luigi Nono i passaggi sono: studio dell’opera, registrazione in strada, molta sperimentazione su un testo sul modo di parlare, di usare la voce. Il materiale è poi studiato allo Studio di Fonologia con i generatori di frequenze di vario tipo, più o meno vicino alla voce. I vari spettri armonici vengono composti di modo che la voce resta voce, che venga ulteriormente elaborata e amplificata nella sua possibilità tecnica d’espressione.
Nel 1983 Marino Zuccheri va in pensione. lo Studio di Fonologia chiude. Ma ormai la musica elettronica ha preso il volo. Nascono capolavori come “2001 Odissea nello Spazio” e gruppi musicali come i Pink Floyd o l’americana Lory Anderson.
Rai: qualche altra chicca storica
L’avvio regolare delle trasmissioni televisive Rai è del 3 gennaio 1954. Il 27 gennaio 1955 viene trasmesso per la prima volta in tv il Festival di Sanremo. Il 19 novembre debutta “Lascia o raddoppia” condotto da Mike Bongiorno. Il 24 dicembre il servizio televisivo viene esteso alla città di Napoli e alla gran parte della Campania. Il 30 dicembre Edoardo de Filippo debutta in televisione con “Miseria e Nobiltà”.
Ombretta T. Rinieri
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