MEZZOVICO – “Le radici della famiglia Romeo – ha raccontato la scrittrice Edvige Cuccarese all’evento svizzero di CulturAlfa – si riconducono alla terra di Basilicata. In particolare a Montalbano Jonico, piccolo borgo stretto tra i calanchi della Lucania e il mare, dal 2011 area protetta regionale”.
I calanchi hanno delle caratteristiche particolari perché si riferiscono al plestocene inferiore medio, l’era geologica in cui è nato e si è sviluppato l’uomo. E’ un sito unico. Un altro simile si trova in Nuova Zelanda. Per questa ragione i calanchi sono stati candidati al ‘Chiodo d’oro’ (Golden Skype) prestigioso riconoscimento a livello mondiale.
“E’ a ‘Palazzo Guida’ di Montalbano Jonico – ha proseguito Cuccarese – che abitavano i nonni paterni dell’ingegner Nicola, don Nicola Romeo e donna e Lucia Guida, ed è a palazzo Guida che nacque suo papà Maurizio, così chiamato in virtù del santo patrono della città della terra dei Calanchi”.
Docente, Maurizio Francesco Antonio Romeo, come si chiamava per intero, ottenne una cattedra per insegnare a Sant’Antimo nella locale scuola elementare. Trasferitosi nel paesino alle porte di Napoli, qui conobbe e sposò la quindicenne Consiglia Taglialatela ch’era stata una sua allieva. Dal loro matrimonio nacque il primogenito Nicola, che diventerà il fondatore dell’Alfa Romeo, e successivamente altri sei figli.
“Rimasta vedova di Maurizio, – ha svelato la scrittrice – Consiglia vendette il Palazzo Guida che aveva ereditato (nel frattempo erano deceduti entrambi i genitori del marito) alla famiglia Stoia, un commerciante pugliese. L’immobile, in origine composto di quattordici stanze, attualmente è suddiviso in tre mini appartamenti. Una curiosità sul palazzo: vi è un cunicolo che sbuca in una piazzetta lì vicina, la piazzetta Plebiscito”.
La storia delle origini lucane di Nicola Romeo, per tanti anni rimasta confinata nell’oblìo del tempo, è emersa nel 2018 proprio grazie alla scrittrice che in occasione del primo centenario dell’affiancamento del cognome Romeo all’acronimo Alfa ha dato alle stampe il suo: “Dai Calanchi a Milano Nicola Romeo fonda l’Alfa Romeo”.
“Ho scritto il libro – ha raccontato Edvige Cuccarese – per due ragioni: per onorare Nicola e per omaggiare Maurizio, perché io ritengo che sia stato colui che ha dato la svolta a Romeo. Perché ha studiato. Perché si è trasferito a Sant’Antimo, tracciando, inconsapevolmente, la strada al figlio. Si narra che durante i festeggiamenti del battesimo del piccolo Nicola, Maurizio esclamò: “Lo faremo ingegnere”. C’era quindi anche un desiderio del papà, di vederlo ingegnere. Bisogna inoltre considerare un altro fatto. All’epoca, per proseguire negli studi alti, bisognava recarsi a Napoli dove c’era l’università più vicina del Sud Italia. Pertanto, secondo me, Maurizio andava onorato in questo libro”.
Il libro di Cuccarese, comunque, non è tutto incentrato sulla figura di Nicola Romeo, ma presenta altri personaggi conterranei, di origini lucane. Fra questi, Franco Scaglione, per combinazione noto designer dell’Alfa Romeo.
“Ho voluto dare risalto a un’altra figura importante per l’Alfa Romeo, che è quella del designer Franco Scaglione – ha precisato la scrittrice – perché sono due conterranei, osiamo dire per vicinanza di luoghi d’origine. La famiglia Scaglione, di un nobile casato, è Carolei, in provincia di Cosenza, in Calabria, in considerazione che noi lucani della fascia ionica, siamo anche un po’ calabresi. Montealbano Jonico dista infatti dal confine tra le due regioni solo una trentina di chilometri e, da Carolei, 140 chilometri. E’ stato bello per me pensare a questo duo, a questo genio calabro-lucano. Di questo sono stata ricompensata dalla figlia di Franco Scaglione, Giovanna, che ha voluto lasciare un suo pensiero nel mio libro dato che ricorreva anche il venticinquesimo anno dalla morte del suo babbo, come ama dire lei, essendo fiorentina”.
In terra lucana, per volontà di Edvige Cuccarese, è nato anche un “Memoriale Romeo”.
“L’idea – ha raccontato – mi è venuta nella ricorrenza del primo decennale dell’istituzione della Riserva dei Calanchi per far conoscere anche nelle nostre zone le radici lucane dell’ingegner Romeo”. E al termine del proprio intervento, la scrittrice ha proiettato un video sulla prima edizione del memoriale, avvenuto il 9 agosto 2021.
Ombretta T. Rinieri
Qui il video integrale dell’evento
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