“Con un poco di zucchero la pillola va giù, va giù…”

Il corso prepara una figura multidisciplinare che va dalla cura della casa a quella dei bambini e degli anziani – Passando per nozioni di pronto soccorso, alimentazione, igiene, cucina, cucito e rapporti umani

ARESE Alessandra Heidelbergale,  38 anni e un bimbo di quasi due, laureata in bilingue, è la figura scelta da Rita Loner Zecchel per coordinare gli insegnanti e le corsiste. Ne prende le presenze, controlla che le lezioni si svolgano nel migliore dei modi e interviene se serve aiuto. E’ riuscita a far coincidere il suo lavoro a tempo pieno di marketing in Italia per un’azienda americana e i suoi compiti di mamma con il corso per governanti.

E’  lei che ci spiega come è strutturato il corso ‘Mary Poppins’.

“E’  partito tutto da un libro di trecento pagine fuori produzione “La tua casa” della Hoepli  sulla cura della casa a trecentosessanta gradi – dice Alessandra – suddiviso nei vari capitoli. Sulla base di questo materiale abbiamo sviluppato un programma volto a fornire alle partecipanti delle competenze  utili per svolgere le mansioni in maniera professionale. Un infermiere che lavora all’ospedale San Raffaele ha dato loro delle nozioni di pronto soccorso e delle istruzioni per la cura degli anziani:  quali tutti i parametri vitali,  l’alimentazione, l’igiene , le malattie tipiche dell’età e come si possono riconoscere, quali sono i campanelli d’allarme. Una dottoressa in pensione ha spiegato loro la prevenzione rispetto agli incidenti domestici che possono accadere, come evitarli e all’occorrenza come intervenire. Le insegnanti dell’asilo nido Geis hanno svolto delle ore  volte alla cura dei bambini, suddivisi  per fascia d’età dai zero ai tre anni e dai tre anni ai sei, trattando i vari problemi che si possono incontrare con un bambino piccolo: se non mangia, se ha dei dolori, i vari tipi di pianto, quello che significano. E a livello pratico hanno fatto vedere i giochi che si possono fare con loro in base alle varie fasce d’età. E poi come stimolarne la motricità e il linguaggio. Chiara Nulli si è occupata della cucina. Ha portato dei fornelli mobili e con lei abbiamo cucinato dei piatti base.   Le lezioni di cucito hanno riguardato il guardaroba, come si rammenda, come si attaccano i bottoni e si fanno gli orli, come si fanno le ricuciture e dato piccole nozioni di ricamo. Tutto a livello pratico.  Poi abbiamo fatto anche la preparazione della tavola. Come si apparecchia, come si serve  e nel periodo natalizio come si realizzano dei centri tavola e come si allestisce. Naturalmente senza dimenticare la pulizia della casa nei suoi vari ambienti, quali prodotti usare e come usarli”.

Ora partirà il tirocinio a ore nelle famiglie. A seconda della loro disponibilità e di quella della corsista. Saranno loro a suddividere. Magari due ore un pomeriggio, o una mattinata. Si organizzeranno.  “Al termine dello stage – continua Alessandra – daremo alle famiglie dei moduli di  valutazione dove giudicheranno puntualità, pulizia, rapporto umano, discrezione, spirito d’iniziativa eccetera. Al termine di tutto la Cooperativa Geis della signora Zecchel rilascerà un attestato”.

Come una vera Mary Popping, la governante aresina andrà a portare e prendere i bambini a scuola, racconterà loro le fiabe e li coinvolgerà nei giochi. Per i genitori anziani degli aresini  provvederà ad aiutarli a vestirsi, a lavarsi, farà loro da mangiare e li accompagnerà fuori per la passeggiata o per andare a fare le visite mediche.

“Questa esperienza – racconta Alessandra – mi ha arricchita molto sia a livello umano che a livello di conoscenze. Gli insegnanti sono tutti insegnanti validi ed è stato molto bello vedere negli occhi delle corsiste il loro entusiaste. Le  vedo motivate. Vengono sempre con grande  felicità per imparare cose nuove. E si può dire che ho fatto anch’io il corso essendo presente a tutte le lezioni imparando cose che non sapevo. Come per esempio la parte dei bambini. Io che ho un piccolino di due anni e mezzo mi è stato super utile su come gestire i capricci”.  

Ombretta T. Rinieri

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